Le belle serate di Marino a spese dei romani, dal “Girarrosto” a “Sapore di mare”

I conti non tornano,  scontrini e fatture parlano chiaro. Ancora una volta Ignazio Marino nei guai. E insieme con lui nei guai finisce lo staff del Campidoglio, costretto a scodellare una nuova versione al minuto per tamponare le gaffe quotidiane del sindaco di Roma. Non solo le balle sulla trasferta negli Usa (con tre persone al seguito), la smentita urticante di papa Francesco, quella del sindaco Filadelfia e della Temple University. Ora si scopre che il conto del viaggio di Marino, del quale il sindaco ha fornite tre spiegazioni opposte, è costato la cifra stellare di  22.085,73 euro. Tanto risulta dall’impegno di spesa definitivo fornito dalla Ragioneria sotto il pressing delle opposizioni di Fratelli d’Italia e Cinquestelle.

I conti di Marino

Solo per Marino il Comune di Roma, quindi i cittadini, ha sborsato 4.866 euro per un totale appunto di oltre 22mila euro, più della prima versione di 16mila euro, mai smentita da Marino. Come non bastasse spuntano scontrini imbarazzanti di cene e pranzi di famiglia allegramente consumati sul suolo nazionale. Quasi 300 euro al “Girarrosto toscano” per una presunta cena con la stampa, smentita sonoramente dai giornalisti. Più di 1200 euro al ristorante Manfredi per «portare a cena chirurghi di fama internazionale» (ma il Campidoglio non ha deleghe sulla sanità). Solo 150 euro al ristorante “Sapore di Mare” , a pochi passi dal Pantheon e dalla casa di Marino, per un pranzo – dice il sindaco – «offerto per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio». Versione smentita dalla Comunità: «Nessun nostro rappresentante ha mai cenato con il sindaco né in quel ristorante né in altro, né quel giorno né mai». E la lista potrebbe continuare, tanto che il sindaco spendaccione si precipita ad annunciare querele preventive sull’argomento («Se questa campagna offensiva dovesse continuare Roma Capitale sporgerà querela», si legge in una nota del Campidoglio).

L’esposto di Fratelli d’Italia

«Stiamo redigendo un esposto sulle spese del sindaco Marino da consegnare alla Procura», annuncia il capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Roma, Fabrizio Ghera, insospettito «perché da luglio a settembre 2013 c’è stato un aumento del plafond della sua carta di credito comunale: da 10mila a 50mila euro». Vuole vederci  chiaro sulla cena di Santo Stefano, sui suoi partecipanti, e sulle altre iniziative non prettamente istituzionali pagate con i soldi dei contribuenti. «Adesso – scrive Ghera su Facebook – capiamo perché il sindaco ha fatto aumentare il plafond della sua carta di credito: per pagare con i soldi dei contribuenti la cena di Santo Stefano che, come riportato anche dalla stampa,  sembrerebbe non fosse un evento di lavoro e né con la stampa ma di famiglia. Le piroette del sindaco Marino su suoi viaggi sono ormai un carpiato verso l’epilogo. Come Fdi-An, dopo essere stati i primi a richiedere l’accesso agli atti sulle missione del sindaco, presenteremo un esposto anche sulla faccenda legata al plafond della carta di credito utilizzata da “Marino giramondo”. Anche i consiglieri grillini scendono in campo chiedendo che scontrini e fatture della carta di credito del primo cittadino siano sempre messi online in tempo reale.