Istanbul, pugno duro contro il dissenso: 244 condanne per Gezi Park

Un tribunale di Istanbul ha condannato 244 dei 255 manifestanti imputati nel principale processo per gli scontri legati alle proteste di Gezi Park, iniziate nel maggio 2013. Lo riferiscono media locali. Le pene comminate dal tribunale variano da 2 mesi e 15 giorni a 1 anno 2 mesi e 16 giorni. La sentenza giunge a poco più di una settimana dalle elezioni anticipate in Turchia.  Le proteste di Gezi Park ebbero origine da un sit-in di una cinquantina di persone che manifestavano contro la costruzione di un centro commerciale al posto del Parco di Istanbul. Tale protesta ebbe risonanza nazionale dopo che i manifestanti furono attaccati dalla polizia e ciò amplificò il motivo del dissenso verso istanze politiche più generali, dando infine vita a manifestazioni in tutto il Paese represse violentemente dal governo. L’indignazione causata da un uso sproporzionato della forza nei riguardi di un movimento essenzialmente pacifico, ha esteso il dissenso oltre Istanbul e oltre i confini nazionali, con manifestazioni contro Erdoğan in paesi di tutto il mondo e la critica della comunità internazionale espressa anche per vie ufficiali, come nel caso dell’Unione europea, dell’Onu e degli Stati Uniti.
Le squadre antisommossa impiegate dal governo si sono contraddistinte per un atteggiamento ai limiti della legalità, con uso massiccio di spray al peperoncino su persone inermi, lanci di gas lacrimogeno ad altezza d’uomo e l’aggiunta di urticanti all’acqua dei Toma, i camion muniti di idranti.
Il bilancio fu di 9 morti e oltre 8.163 feriti, rendendolo uno degli avvenimenti più drammatici della storia della Turchia moderna. Numerosissimi anche gli arresti, con blitz per arrestare avvocati e medici che assistevano i manifestanti. Secondo fonti governative, più di 900 persone sono state prese in custodia, in più di 90 manifestazioni in 48 province.