Israele, violenza senza fine. E Hamas getta benzina sul fuoco: «Intifada!»

Israele sta piombando nel caos: accoltellamento reciproci, scontri ovunque, numerosi morti tra israeliani e palestinesi. E il leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh si è appellato per «un rafforzamento dell’Intifada, unica strada che può condurre alla liberazione. Gaza si unirà all’Intifada per Gerusalemme», ha detto, secondo i media, in un intervento durante la preghiera del venerdì nella moschea di Gaza City. Haniyeh ha poi ribadito che è errato parlare di Gaza e della Cisgiordania come due entità geografiche separate. «Siamo un unico popolo, dobbiamo coordinare un’unica strategia», ha aggiunto. Haniyeh ha anche assicurato che, «malgrado il blocco imposto da Israele», Hamas è in grado di intervenire nel conflitto in corso a Gerusalemme e nei Territori. Al termine delle preghiere nelle moschee masse di dimostranti si sono dirette verso il confine settentrionale della striscia della striscia di Gaza dove hanno dato vita a duri scontri con l’esercito israeliano in cui – secondo un bilancio aggiornato – si sono avuti cinque morti e una ventina di feriti. I palestinesi sono rimasti uccisi in incidenti lungo la linea di demarcazione fra la striscia di Gaza ed Israele nella zona di Khan Yunes.

In Israele si susseguono gli accoltellamenti

E si apprende che sono quattro gli arabi accoltellati a Dimona (Neghev), presumibilmente dallo stesso assalitore. Lo ha detto la polizia israeliana secondo cui si tratta in apparenza di un attacco nazionalistico di un abitante di Dimona in ritorsione agli attacchi palestinesi dei giorni scorsi. Gli aggrediti sono un netturbino e tre muratori. Secondo i media le condizioni di due dei quattro arabi assaliti sono da moderate a serie, mentre per gli altri due si parla solo di ferite leggere. Tutti e quattro sono ricoverati nell’ospedale di Dimona. Due degli aggrediti sono beduini cittadini di Israele, gli altri due sono invece palestinesi che lavoravano nell’edilizia. Un altro tentativo di accoltellamento é avvenuto ad Afula, nel nord di Israele, alla stazione centrale degli autobus nei confronti di una guardia israeliana. Lo riferisce la polizia secondo cui l’aggressore è una donna alla quale gli agenti hanno poi sparato. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Ad Afula la tensione resta alta dopo un analogo attentato giovedì. Altri incidenti tra manifestanti palestinesi ed esercito israeliano sono avvenuti nei pressi di due check point di Hebron in Cisgiordania. Secondo i media un manifestante è stato ferito ma non si conoscono le sue condizioni. Scontri sono avvenuti anche nei pressi della colonia-città ebraica di Maale Adumim, ad est di Gerusalemme, con un fitto lancio di sassi da parte dei manifestanti verso la polizia. In un incidente di auto provocato da lancio di sassi da parte palestinese, sei israeliani, di cui due bambini, sono stati feriti nei pressi di Shilo in Cisgiordania. Nei giorni scorsi, peraltro, da Gaza sono stati anche sparati verso il territorio israeliano alcuni razzi che non hanno provocato vittime. «L’ondata di terrorismo é una conseguenza dell’istigazione dell’Anp, di Hamas, del movimento islamico e di stati della regione». Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu secondo cui «questa istigazione incendia il terreno con bugie sulla Moschea di Al-Aqsa. Le fiamme dell’Islam estremo arrivano da noi da noi».