Intercettazioni choc: i veleni della giudice indagata sui fratelli Borsellino

Neanche con il forcipe è stato possibile ai giornalisti che glielo chiedevano strappare ad Andrea Orlando, appena giunto a Lamezia Terme, un commento sull’imbarazzante telefonata in cui il giudice Silvana Saguto, intercettata nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei beni confiscati alla mafia, esprime giudizi a dir poco offensivi su Manfredi e Lucia Borsellino, figli del magistrato Paolo, ucciso nella strage di via D’Amelio a Palermo insieme a cinque agenti della scorta nel 1992. «Non voglio dire niente – si è limitato a rispondere il ministro guardasigilli – perchè sono oggetto di un’attività di indagine e sono frutto di intercettazioni telefoniche. Credo – ha poi aggiunto – che siano valutazioni che deve poter apprezzare il magistrato nell’ambito delle proprie facoltà con le quali conduce oggi le indagini e domani si formerà il giudizio».

La Saguto: «Manfredi è squilibrato e Lucia è una cretina»

Ma che cosa aveva detto al telefono la Saguto? Secondo quanto pubblicato da Repubblica la giudice oggi sotto inchiesta avrebbe definito «squilibrato» Manfredi. «È uno squilibrato, lo è sempre stato, lo era pure quando era piccolo’», mentre la sorella Lucia viene presentata come una «cretina precisa». Ad aggiungere una nota decisamente sinistra alla telefonata è la data in cui essa avviene: il 19 luglio, proprio il giorno dell’anniversario della strage. Poco prima la Saguto, nei panni di madrina delle “Vele della legalità”, aveva ricordato – alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – il sacrificio del magistrato ucciso.  Una volta tornata a casa, però, si è attaccata al telefono e si è sfogata con un’amica abbandonandosi a commenti offensivi nei confronti dei fratelli Borsellino: «Poi Manfredi Borsellino che si commuove, ma perché mi…a ti commuovi a 43 anni per un padre che è morto 23 anni fa? Che figura fai?. Ma che… dov’è uno.. le palle ci vogliono. Parlava di sua sorella e si commuoveva, ma vaff….o».

Il ministro Orlando e i Borsellino non commentano

Al di là dei profili penali e giudiziari che la interessano, sotto il profilo umano sarebbe interessante capire se per la Saguto il dolore di un figlio per un padre ucciso in quel modo abbia una scadenza come i medicinali o sia sottoposto a prescrizione come un reato. «Io e mia sorella Lucia siamo senza parole», è la sconsolata reazione di Manfredi, dirigente del commissariato di polizia di Cefalù. «Non vogliamo commentare espressioni – ha aggiunto – che andrebbero catalogate alla voce cattiveria. Solo parlandone, rischiamo perciò di attribuire importanza a chi quelle parole ha proferito».