In Medio Oriente Putin fa il leader. E Obama bombarda ospedali (per errore)

Quella brava persona di Barack Obama. E quel cattivone di Vladimir Putin. Leggi un giornale e pensi sia così. Guardi un servizio in tv ed è lo stesso. Poi, poi capita che un dettaglio, un unico, semplice dettaglio ti spalanchi un mondo. E ti sveli la verità più vera. Che, guarda caso, è l’opposto di quanto hanno cercato di farti credere. Putin annuncia l’intenzione di intervenire in Siria contro il cosiddetto Stato Islamico, o Isis come dir si voglia. Sembra una cosa buona e giusta. Tant’è che l’Iran, nemico giurato dell’Isis, concorda e applaude. Ma la decisione russa cozza con la politica di Obama. O, meglio, con la sua non politica. La stessa che ha portato all’attuale disastro, successivo alla splendida pensata del presidente americano di lasciare l’Iraq in quattro e quattr’otto. Perchè gli americani dicono di voler sì annientare le bandiere nere di Al Baghdadi, ma chiedono anche la testa del leader siriano Assad. Cosa assai complicata visto che i due si combattono. Ma è noto che per gli Usa è possibile l’impossibile: cioè, avere la botte piena e la moglie ubriaca. Per cui insistono. E infatti la situazione, lungi dal migliorare, mese dopo mese degenera. Perciò ecco Putin. Ecco un leader politico vero che assume su di se una decisione. Lascia agli altri le parole. Lui agisce. E perciò ordina raid aierei sui jiadisti. Così, come d’incanto, ecco le foto di morti civili, di donne e bambini vittime dei raid russi inondare le redazioni. Ecco subito montare l’indignazione. Che però si smorza poco dopo. Quando il comando militare di Mosca annuncia che, in realtà, i raid non sono ancora partiti. Che stanno per partire, ma non sono già partiti. Evidenziando così la gigantesca bufala che la Cia aveva organizzato per screditare Vladimir Putin. Ordinaria contrapposizione, si dirà. Vero. Se non fosse per un altro fatto. Purtroppo stavolta vero. Il bombardamento per errore dell’Ospedale di Medici senza Frontiere a Kunduz in Afghanistan da parte degli americani sotto egida Nato. Tre medici morti e 37 feriti. E il cordoglio degli Usa di Obama.