In arrivo altre 22mila sale gioco. Meloni contro il governo biscazziere

«La risposta del governo Renzi alla moratoria di 5 anni per l’apertura di nuove slot machine e video lottery proposta da Fratelli d’Italia e approvata in Commissione Affari Sociali alla Camera è mettere nella legge di stabilità un bando da 500 milioni di euro per altre 22 mila sale gioco». La denuncia arriva dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che prende posizione contro la scelta della maggioranza renziana: «Ci fa schifo un governo che fa cassa su una malattia gravissima come la ludopatia, che porta alla disperazione quasi due milioni di italiani. Renzi spieghi il perché di questo vergognoso pizzo pagato alle lobby del gioco d’azzardo». «E ci spieghi anche – aggiunge la Meloni – i legami che il Pd ha con queste società, che parrebbero essere tra i finanziatori di associazioni e fondazioni legate alla sinistra. Come FdI daremo battaglia contro questa norma e ribadiamo la nostra posizione: no all’apertura di nuove sale, divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo e incentivi fiscali per chi decide di non installare slot e video lottery, come viene previsto dalla legge regionale della Lombardia voluta dall’assessore di FdI Viviana Beccalossi».

In Italia sarà record mondiale di sale gioco

Sull’aumento delle sale per il gioco d’azzardo in Legge di Stabilità prende posizione anche la chiesa cattolica. «In Italia – ha detto monsignor Mario Toso a Radio Vaticana – le slot machine sono una ogni 150 abitanti, il numero più alto del mondo. Se questo fosse vero e cioè che si aumenterebbero le sale slot, dovremmo chiederci allora su quale figura di comunità politica e di società civile noi vogliamo giocare il nostro futuro». «Cioè se è più vantaggioso per la gente, e anche per il reddito nazionale seguire questa via, quella del guadagno facile, sapendo che però non tutti guadagnano, anzi cadono in vizi che non consentono loro di vivere secondo responsabilità e si finisce per essere vittime di malattie che poi sono difficili da guarire, con spese sempre da parte della comunità – continua il vescovo – Bisognerebbe che nel rinnovo dell’eventuale delega fiscale a riguardo di questo settore, dovrebbe essere vietata totalmente la pubblicità su giornali e tv. Proprio perché questa via della pubblicità è uno specchietto per le allodole che colpisce soprattutto le persone più deboli e più esposte e più bisognose di sostegno».