Immigrato accusò di furto i carabinieri che lo avevano fermato. Era falso

Erano accusati di aver rubato telefono cellulare e soldi ad una persona che avevano controllato in un locale notturno in periferia di Bologna. Le indagini hanno però scagionato i quattro carabinieri inizialmente indagati e poi archiviati e hanno portato a processo per calunnia l’uomo che li aveva denunciati, un ecuadoregno di 44 anni: il giudice del tribunale Aldo Resta, al termine del dibattimento, lo ha condannato ad un anno e quattro mesi con pena sospesa, se risarcirà i militari con 2.500 euro ciascuno.

La condanna per l’immigrato

Due di loro erano assistiti come parte civile dall’avvocato Savino Lupo. A maggio 2012 due pattuglie dei carabinieri erano state chiamate in via Selva Pescarola, fuori da un ristorante, dove l’uomo era ubriaco e molesto. Dopo averlo multato per ubriachezza e dopo aver verificato che avesse i soldi per pagare, gli fu chiamato un taxi per portarlo a casa. La mattina dopo, però, l’imputato andò in Questura a denunciare i carabinieri, dicendo che gli avevano rubato telefono e soldi. Le indagini, coordinate dal Pm Morena Plazzi, hanno però accertato che il telefono era rimasto sul taxi e messo in vendita su eBay per 5 euro da una coppia che aveva preso la corsa successiva e ha riferito che non era riuscito ad accenderlo. Il tassista ha confermato che l’uomo lo aveva pagato e che quindi aveva con sé il denaro.