Il sindaco Pd di Predappio acquista la Casa del Fascio: «Voglio valorizzarla»

«Il mio giudizio su Benito Mussolini e il fascismo è netto, ma questo non significa  che si debba nascondere un pezzo della nostra storia». Giorgio Frassinetti è il sindaco di Predappio, il paese natale del Duce. E come tutti i suoi predecessori, dal 1945 a oggi, guida una giunta di sinistra. Ma di guerre ideologiche e iconoclaste non ne vuole sentire. Qualche mese fa la sua proposta di istituire un museo del Ventennio e l’affermazione che i «simboli fascisti vanno difesi» avevano scatenato fuoriose polemiche a sinistra. Ma lui non ha sentito ragioni, ha tirato dritto e ora è a un passo dal chiudere l’acquisto della Casa del Fascio, un edificio che negli anni era stato trasformato nella Casa del popolo, sede della Forestale, per poi cadere in disuso.

Il sindaco di Predappio investe nelle case di Mussolini

Intervistato dal Giornale,  Frassinetti ha spiegato che è stato «appena firmato  l’atto decisivo per la realizzazione  del progetto, cioè il programma di valorizzazione, a cui seguirà l’accordo di valorizzazione e, quindi la cessione  dal Demanio al Comune».  La Casa del  Fascio fu realizzata da Arnaldo Fezzi e ha una superficie di 2400 metri quadrati, tre piani e una torretta. Per restaurare l’edificio serviranno cinque milioni di euro. Ma per il sindaco del Pd il gioco vale la candela. Il ruolo della struttura? «Restituire un senso al primo ‘900. Un’iniziativa utile alla formazione, in grado di narrare un pezzo di storia italiana ed europea non facile. Per capire come sono andate le cose». Il sindaco spiega che ci saranno «spazi espositivi, una biblioteca. Per riflettere su certi fenomeni, ci vogliono, i luoghi e i simboli». E poi puntualizza: «Non dobbiamo celebrare, ma raccontare e ristabilire la verità. Un centro studi non offende nessuno. Si continua a limitare il fascismo agli ultimi suoi due anni, alla guerra civile, a Salò. In verità, bisogna partire da molto prima, da quando il consenso popolare per il fascismo ha cominciato a prendere forza. A qualcuno questo dà ancora fastidio. I tentativi di rimozione hanno portato solo danni. E poi finiamola con questa  Italia spaccata: basta pronunciare la parola Duce  per far succedere il pandemonio».

Frassinetti: «A Predappio arrivano ogni anno 150mila turisti»

Il sindaco poi spiega che per raccogliere i fondi neccessari la giunta prevede «due stralci funzionali, di tre e due milioni. Le risosrse comunali assicurano 500mila euro, e la stessa cifra ci arriva dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì. Siamo poi in corsa  per ottenere i fondi  strutturali europei e guardiamo all’ “Asse 5”, quello che finanziai progetti culturali con una forte attrattiva turistica».  L’obiettivo è quello di incrementare il turismo: «Qui ogni anno arrivano 150mila persone e lasciano negli esercizi della zona circa sei milioni. Non abbiamo alberghi, c’è solo un resosrt vicino, qualche agriturismo, B&B, locande e ristoranti. È un turismo mordi e fuggi».