Il premio Nobel per la letteratura alla bielorussa Svetlana Alexievich

Ad aggiudicarsi il premio Nobel per la letteratura nel 2015 è stata la giornalista e scrittrice bielorussa  Svetlana Alexievich per «i suoi scritti polifonici, un monumento alla sofferenza ed al coraggio nel nostro tempo». È la quattordicesima donna ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento Restano fuori i favoriti di sempre: il giapponese Haruki Murakami, insieme all’americano Philip Roth. Niente premio neppure per l’ungherese László Krasznahorkai, l’irlandese John Banville, il drammaturgo keniota Ngugi wa Thiong’o , il poeta coreano Ko Un, la statunitense Joyce Carol Oates. Guarda caso, in un momento in cui la Russia di Putin è sotto il tiro degli Usa e della Nato per i suoi raid in Siria, anche gli accademici di Svezia non hanno voluto far mancare un segnale che andasse nella stessa direzione. Senza nulla togliere ai meriti letterari della Alexievich, la sua voce critica contro il numero uno di Mosca in tanti scritti giornalistici l’ha resa “la donna giusta nel momento giusto” a cui assegnare il Nobel per la letteratura.

Nobel per la letteratura alla scrittrice anti-Putin

La Alexievich è autrice di un bel libro “Preghiera per Cernobyl”, pubblicato in Italia da E/O e da Bompiani. «Cernobyl – scrive l’autrice – è un mistero che dobbiamo ancora risolvere… Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Cernobyl è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l’acqua e la terra». La Alexievich è conosciuta anche per il libro “Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo”. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle “piccole persone” coinvolte dalla Grande Utopia comunista che ha squassato la storia dell’Urss-Russia per settant’anni e fino a oggi, è il cuore del lavoro letterario di Svetlana Aleksievic. Ma anche la Russia di oggi non le piace e al Festivallettratura di Mantova ha espresso molte critiche sul leader russo.