Guinea Equatoriale, liberati due dei cinque italiani prigionieri da mesi

La vicenda dei cinque italiani prigionieri in Guinea Equatoriale sembra essere attivata a una svolta. Dal social network facebook sta rimbalzando la notizia che Daniel Candio sia stato liberato dal carcere di Bata e che anche al padre, Fausto Candio, fino ad ora agli arresti domiciliari, sia stato restituito il passaporto. Lo si apprende dal profilo di Roberto Berardi, imprenditore di Latina arrestato a gennaio 2013 e rilasciato a luglio, quasi in concomitanza con i cinque fermi, con ben tre anni di duro carcere passati nel paese africano. Gli italiani dal marzo scorso trattenuti in Guinea sono appunto, oltre ai Candio, Fabio e Filippo Galassi, anch’essi padre e figlio, oltre a quinto dipendente della General Works, di cui non si consoscono le generalità. La vicenda, è stata anche portata in Parlamento da alcune interrogazione parlamentari, e viene sostenuta anche dal movimento Riva Destra, sceso in campo per difendere i propri connazionali. I due italiani, che sarebbero stati liberati giovedì sera in Guinea Equatoriale, erano imprigionati – senza che siano mai state loro contestate formalmente accuse – dal marzo scorso nel Paese africano. Erano dipendenti della General Work ed erano in Africa per lavorare. Rimangono ancora trattenuti Fabio e Filippo Galassi, anch’essi padre e figlio, e un quinto italiano di cui non si conosce l’identità. Gli italiani erano stati arrestati con l’accusa di voler fuggire dal Paese con valigie piene di soldi, ma nella perquisizione non si trovò nulla. L’azienda a quanto pare era partecipata anche dal figlio del presidente guineano, che ebbe una parte anche con la vicenda dell’altro imprenditore italiano Roberto Berardi, anch’egli arrestato e liberato nel luglio scorso.

I nostri compatrioti sono in Guinea Equatoriale da anni

La vicenda iniziò quando Fabio Galassi, all’inizio del 2010, si viene a trovare in Italia in cassa integrazione: è un informatico. Conosce una persona che gli consiglia di andare in Guinea Equatoriale a lavorare per il governo guineano che ha necessità di un bravo informatico. Fabio si convince e parte. In Guinea conosce Annamaria Moro, da poco vedova di Igor Celotti e proprietaria della General Work, società edile. Fabio inizia a lavorare per questa società che fa fa lavori di edilizia pubblica. Fabio vede molti sbocchi e convince anche il figlio Filippo, appena diplomato, a raggiungerlo. Filippo parte nel dicembre 2010. Per 4 anni non ci sono stati problemi. Nel 2014 il governo guineano ha cominciato a non pagare i lavori eseguiti, causando difficoltà enormi all’azienda. Nel gennaio scorso Fabio e Annamaria Moro vengono in Italia. Fabio poi torna in Guinea. mentre Annamaria rimane in Italia. La situazione precipita il 21 marzo scorso, quando Fabio e Filippo vengono arrestati perché secondo la polizia stavano scappando. Trovano in casa di Fabio delle valigie che supponevano fossero piene di soldi ma invece vi erano solo effetti personali. Filippo quella mattina si trovava a casa sua dove viveva con un suo caro amico, Daniel Candio. Il 25 marzo Filippo viene rilasciato, ma viene privato del passaporto. Infine, a giugno, il colpo di scena: il 24 di quel mese Fabio si trova in tribunale per una deposizione e chiede di andare a casa a prendere dei documenti per lui importanti per dimostrare la sua innocenza. Il giudice acconsente e Fabio va a casa con due militari: chiede a Daniel di andare con lui per tenere i cani. Per entrare in casa devono passare dalla finestra, ma al quel punto viene incolpato di entrare in una casa sotto sequestro. Viene arrestato Daniel e i militari vanno ad arrestare Filippo che era a casa sua. Al papà di Daniel, Fausto Candio, anch’egli lavoratore della General Work, viene tolto il passaporto. Fino a giovedì sera. Adesso si nutrono fondate speranze anche per gli altri italiani, che di fatto sono sequestrati nell’ex colonia spagnola. L’Italia non ha un’ambasciata in loco, per cui agisce quella del Camerun.