Grazie a export, turismo e agroalimentare il Sud ferma la recessione

Dalle ultime simulazioni condotte in questi giorni dalla Svimez emerge la conferma che un minino di ripresa sta toccando anche le regioni meridionali, come del resto era emerso anche dal check up estivo di Confindustria e dai dati sull’occupazione dell’Inps (+120mila nuovi posti nel Sud nel secondo trimestre).  La luce in fondo al tunnel ancora non si vede – ricorda “Il Mattino” – ma almeno la decrescita dell’economia del Sud si arresta.

Dopo sette anni consecutivi di calo il Pil del Mezzogiorno non peggiora

Dalle ultime simulazioni condotte m questi giorni dalla Svimez emerge la conferma che un minimo di ripresa sta toccando anche le regioni meridionali, come del resto era emerso anche dal check up estivo di Confindustria e dai dati sull’occupazione dell’Inps (+120mila nuovi posti nel Sud nel secondo trimestre). Sarà l’Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno a fare il punto martedì prossimo, con la consueta puntualità, in occasione della presentazione «ufficiale» del Rapporto 2015 di cui a fine luglio erano state rese note le anticipazioni.

Il Sud non peggiora: sembra una buona notizia…

Che la situazione non peggiori – se il dato anticipato in queste ore sarà confermato – è già un motivo di conforto, sia pure parziale. Ma ovviamente dopo il tragico 2014, documentato con una sfilza di dati a dir poco deprimenti dalla Svimez, era pressoché impossibile che lo scenario potesse quasi permiracolo cambiare radicalmente. Il meno 1,3% con il quale il Pil meridionale ha chiuso lo scorso anno ben lontano dalla pure negativa media nazionale e dall’indice positivo del centronord – la dice lunga sulla condizione del Mezzogiorno. A salvare il Sud sono le attività maggiormente lasciate libere dallo stato. E’ il mercato dell’export, del turismo e dell’agroalimentare a dare una speranza al Mezzogiorno: settori dove le eccellenze del Sud sono lasciate libere di intraprendere. Una rarità da difendere e valorizzare sempre di più.