Giuseppe Romeo è il nuovo presidente di Studenti per le Libertà

Giuseppe Romeo è  il nuovo presidente nazionale di Studenti per le Libertà , il movimento politico universitario di Forza Italia. A darne notizia, a margine della riunione del Consiglio Direttivo di SpL, è  stato il presidente uscente, il consigliere regionale campano Armando Cesaro,che nei giorni scorsi aveva rassegnato le dimissioni da tale carica dopo averla ricoperta per otto anni.

Romeo, 25 anni, calabrese di Ardore (RC),  studia  giurisprudenza alla Lumsa di Roma. Ha assunto  la carica apicale degli studenti di Forza Italia, dopo essere stato eletto, due anni fa, con circa 3000 voti, al Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) , nella circoscrizione del Centro Italia, risultando il primo fra gli eletti di SpL su base nazionale. Romeo è anche membro del Coordinamento di Forza Italia della Calabria. È inoltre, vice presidente vicario di Forza Italia Giovani, sempre della Calabria. Romeo ha così commentato l’augurio di buon lavoro  rivoltogli da Armando Cesaro: «Ringrazio l’amico Armando che è stato il promotore della mia nomina a presidente nazionale di SpL, assicurandogli di produrre tutto il mio impegno per continuare quel proficuo lavoro che lui ha svolto in questi anni». «Un pensiero devoto e affettuoso – prosegue Romaeo –   rivolgo,in questo momento particolare, all’on. Jole Santelli, che, dopo la nomina ha avuto per me significative parole di apprezzamento, dimostrandomi come sempre la sua stima e l suo sostegno . Saluto e ringrazio altresì l’on. Annagrazia Calabria, ottima coordinatrice nazionale dei giovani di FI,  a cui mi lega affiatamento e considerazione». Il neo presidente di SpL afferma inoltre di «voler fare tesoro dell’esperienza del passato e di proiettarla in un’ottica futura». Il movimento universitario di Forza Italia  – sottolinea – ha una storia recente, ma è egualmente riuscito ad affermarsi negli organismi di rappresentanza degli studenti. In tal senso, Romeo ritiene che SpL debba servire anche alla formazione della futura classe drigente del suo partito. Severo è infine il giudizio della politica del ministro Giannini e di Renzi nel campo dell’istruzione scolastica e della formazione universitaria. «Hanno creato molta confusione». La proposta ad esempio (poi ritirata) di formare una  graduatoria degli atenei avrebbe prodotto discriminazioni, soprattutto a danno delle università del Sud. «Per poter fare graduatorie – conclude Romeo –  bisogna innanzi tutto garantire a tutti gli atenei i mezzi adatti per competere»