Giunta Emiliano, appalto sospetto. L’assessore dimissionario si difende

«Mi hanno accusato sull’unica vera ricchezza che ho: l’onestà». Si sfoga così, con un post sulla sua pagina Facebook, l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Gianni Liviano D’Arcangelo, che ieri ha consegnato una lettera di dimissioni al presidente Michele Emiliano, dopo un articolo di Repubblica su un appalto da 39mila euro per organizzare gli Stati generali della cultura affidato dalla Regione con procedura diretta ad una società esterna di cui è responsabile un amico e mandatario elettorale dell’assessore.
Emiliano si è riservato di «accertare compiutamente i fatti prima di assumere qualsiasi decisione». Centinaia i commenti sul social network da parte di cittadini che solidarizzano con l’assessore tarantino e lo invitano a continuare la sua esperienza in Regione. «Ciò che conta davvero – scrive un cittadino – è la tua coscienza, al momento l’unica in grado di giudicarti. Sono ultra sicuro che la tua è pulita, anzi pulitissima ma ciò nonostante cercheranno in tutti i modi di scoraggiarti e di infangarti».
«Dal primo giorno in cui sono stato nominato assessore – spiega Liviano sul social network – ho provato a dare il meglio di me stesso (con la consapevolezza dei miei tanti limiti). Ce l’ho messa tutta per essere utile a Taranto e alla Puglia e per non deludere chi mi aveva votato e chi mi aveva nominato».
Poi precisa di aver deciso di «organizzare gli Stati generali della Cultura e del Turismo per declinare il programma del presidente Emiliano e il progetto presentato per la richiesta fondi alla Comunità europea nel rispetto delle aspettative e delle esigenze dei singoli territori».
«Ad agosto – prosegue – con gli uffici dell’assessorato (che ringrazierò sempre) abbiamo organizzato gli Stati generali decidendo di iniziare a settembre».
Questa tempistica, osserva l’assessore dimissionario, “«ci ha indotto a fare una procedura di evidenza pubblica mediante i servizi di organizzazione e coordinamento degli Stati Generali. Sono state invitate a partecipare (individuate mediante procedura telematica dal portale di Empoli) tre società tra cui quella del mio amico Massimo Calò» della società «Dijinima kiki consulenti & Partner srl».
Tra le società interpellate «ha risposto positivamente – annota Liviano – solo quella di Massimo che ha accettato di organizzare otto eventi, con manifesti, otto tavoli di lavoro (per incontro) sito, report per ogni incontro e buffet per i partecipanti alle singole iniziative per un importo di circa 39.000 euro. Forse avrei dovuto consigliare a Massimo di non accettare l’incarico visto il nostro rapporto di amicizia, ma non c’era proprio nulla di illegale o di “strano” che glielo potesse vietare».