Gender, Puglia “rossa” sotto accusa: «Aiuta chi vuole i film gay a scuola»

Ancora polemiche di fuoco, l’argomento gender è sempre bollente, ci sono sempre i tentativi di diffondere l’ideologia gay e lesbica ovunque, a cominciare dalle scuole. E va in onda la furba ipocrisia della sinistra. Le famiglie e le associazioni mettono sotto accusa la Regione Puglia perché appoggia «la rete lgbt Re.a.dy». I “Comitati Sì alla famiglia” esprimono forte disapprovazione poiché, spiegano in un nota, «fra gli scopi della rete vi è la promozione della ideologia di genere nelle scuole». L’adesione della Puglia a Re.a.dy. discussa dal Consiglio regionale pugliese, è stato il punto cruciale, la molla che ha scatenato le proteste. I Comitati Sì alla famiglia ritengono che in questo modo, ak di là delle decisioni prese, la consiliatura regionale stia dimostrando giorno dopo giorno l’abbandono delle famiglie pugliesi..

 Gender e quel film proiettato a scuola

Il problema è racchiuso tutto in una parola: gender. «Dalla rete Re.a.dy. – scrivono i Comitati – è venuta la proiezione in un istituto scolastico inferiore di Treviso, nel maggio 2014, di un film che narra la storia di un padre di due figli che abbandona la famiglia per unirsi a un compagno e contiene scene esplicite di masturbazioni e rapporti tra giovanissimi omosessuali. Le reali emergenze dei pugliesi e delle loro famiglie che meriterebbero il prioritario interessamento delle istituzioni regionali – concludono – si chiamano crisi demografica, emigrazione, disoccupazione, crollo dei redditi, mancanza di casa, usura, gioco d’azzardo, abbandono scolastico e assistenza sanitaria».