Il Front National “sfonda”nell’università. La Le Pen sempre più forte

Chissà che cosa ne penserà Enrico Letta, l’ex-premier italiano e convinto europeista che da pochi mesi guida la scuola di affari internazionali Sciences Po – una tra le più prestigiose e accreditate fucine della classe dirigente francese – che proprio in quell’ateneo il Front National guidato da Marine Le Pen è riuscito ad ottenere una rappresentanza ufficiale strappando agli studenti i 120 voti necessari a far scattare il seggio all’interno della facoltà della Rue Saint-Guillaume, beneficiando così per la prima volta di sovvenzioni e uffici.

Seggio conquistato a Sciences Po, l’ateneo dove insegna Letta

L’affermazione del partito della destra radicale è, per alcuni, un «inquietante» segno dei tempi. Per altri un vero e proprio «terremoto» nell’establishement parigino. Sciences Po, è uno dei templi del poderoso apparato culturale francese. Il fatto che il Fn sia riuscito a farvi eleggere un proprio rappresentante è anche un segnale della vitalità di quel partito e anche della sua capacità di penetrare anche in ambienti – l’università sicuramente tra questi – in passato assolutamente impermeabili. In molti, infatti, gridano allo scandalo. Sono gli stessi che si riempiono la bocca di democrazia un giorno sì e l’altro pure, a patto – s’intende – che a vincere siano loro. Altrimenti non si contano gli appelli accorati, gli allarmi alla democrazia in pericolo e via dicendo.

L’esultanza della Le Pen: «Un bravo agli studenti»

Non stupisce quindi l’esultanza della Le Pen: «Il Front National – ha scrive su Twitter la candidata alle prossime presidenziali del 2017 – fa un plateale ingresso, piazzandosi direttamente come seconda forza politica davanti al Partito socialista (e dietro ai neogollisti, ndr). Bravo agli studenti!». Nella stessa scia la dichiarazione di Florian Philippot, che del Fn è il numero due: «E’ un terremoto in quello che per lungo tempo è stato un tempio del pensiero unico».