Friedman: «Berlusconi è stato l’uomo più influente in Italia dopo Mussolini»

«Silvio Berlusconi è stato, nel bene e nel male, l’uomo più influente che questo Paese ha visto dall’epoca di Mussolini». È la dichiarazione del giornalista Alan Friedman in sede di presentazione  nella sede del Corriere della Sera del suo libro su Berlusconi, My Way, in uscita per Rizzoli. All’anteprima milanese, Friedman, già autore del best-seller Ammazziamo il Gattopardo, ha ricordato di aver trascorso con l’ex premier «39 giorni fra la primavera del 2014 e la fine dell’estate 2015» per raccogliere il racconto della sua vita, pubblica e privata, che è stata raccolta anche in «28 ore di video e 120 ore di audio». Il giornalista americano ha assicurato di aver realizzato un lavoro «equilibrato», riconosciutogli anche da Paolo Mieli, presidente di Rcs libri, che ha dibattuto sul palco della sala Buzzati insieme a lui. Per Mieli, se non riuscirà ad essere di nuovo protagonista della vita politica, Berlusconi «resterà di aver rappresentato un particolare momento del mondo, non solo della storia italiana». Alla platea Friedman ha promesso che il suo libro farà luce anche su un “intrigo internazionale” attorno alle sorti politiche di Berlusconi, quando nel 2011 lasciò la guida del governo non molto dopo il G20 di Cannes: il giornalista ha raccolto testimonianze dirette anche di José Manuel Barroso, all’epoca presidente della Commissione Ue, e dell’allora premier spagnolo, José Luis Zapatero che in un’intervista a La Stampa ammise e testimoniò che il complotto contro il governo di centrodestra ci fu eccome.