Forza Italia: «I sondaggi azzerano Alfano e Verdini, è dura per chi se ne va»

Ncd al 2,5%, secondo i sondaggi di Piepoli, e dal 2,2 al 2,6 secondo i sondaggi Ixè per Agorà. E questi sono i dati migliori per il partito di Alfano, che continua a perdere pezzi e voti. Per il gruppo di Verdini c’è quasi l’irrilevanza elettorale, non solo perché è di recente formazione. «Sono stati momenti dolorosi, quelli degli addii. Ma poi chi tradisce, paga anche le conseguenze perché gli elettori non perdonano, come dimostrano i sondaggi». Le giornate al Senato sono calde, gli esponenti forzisti cercano di compattarsi, non vogliono saperne di una linea morbida sulle riforme. Poi, se Renzi dovesse fare un passo indietro e cambiare il testo, se ne parlerà. Nel contempo, però, gli azzurri devono fare i conti con gli strappi nel partito, con chi sbatte la porta e se ne va. E leggono i dati che circolano nel Palazzo: «I sondaggi parlano chiaro, chi se ne va si infila in un tunnel. L’unica via d’uscita sarebbe entrare nel Pd ma è lo stesso Pd a non volerli».

I sondaggi bocciano gli strappi ma c’è ancora chi prepara le valigie

Ed è una riunione dei senatori di FI a tenere alta la tensione. Oltre a fare il punto sulle riforme e a a ribadire la volontà di volere cambiare l’Italicum – condivisa da diversi anche in Ncd – si è fatto il punto su quel rilancio di Forza Italia che lo stesso Berlusconi ha assicurato. «E’ stato un periodo difficile, ora dobbiamo ricostruire il presepe», spiega un esponente azzurro ricordando appunto il “peso” dei fuoriusciti degli ultimi due anni, ma osservando come i sondaggi non stiano dando certo ragione a chi ha fondato nuovi partiti. E dal “presepe” non potrà certo mancare la Lega. Perché se tra più di un senatore FI si osserva come una coalizione con Matteo Salvini al suo vertice non possa essere vincente, è innegabile che il Carroccio, oggi, è indispensabile per un centrodestra unito già alle prossime comunali. Intanto, gli azzurri, cercano di frenare ogni possibile nuovo addio. Il gruppo è «concorde», ha assicurato Paolo Romani al termine di un incontro nel quale Riccardo Villari – in passato dato in uscita in direzione Verdini – ha annunciato tuttavia apertamente il suo voto favorevole, in dissenso dal gruppo, al ddl riforme. E duro è stato anche l’intervento della commissione Giustizia Nitto Francesco Palma, il cui malumore è da diverso tempo percepibile, che ha annunciato come non parteciperà al voto chiamandosi fuori da ogni decisione del gruppo. gruppo che mercoledì prossimo tornerà a vedersi per scegliere, dopo un confronto con le opposizioni alle quali di proporrà una linea comune, se restare o meno in aula al momento del voto finale.