“FDI non sia una realtà chiusa come forse siamo sembrati”: mano tesa della Meloni

Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia ha vinto il «congresso» della Fondazione An e si è tenuta il simbolo con la Fiamma. Oggi si sente più forte, chiede “Il Tempo”? «No, perché la forza del mio partito deriva degli italiani. Ho rispetto di quell’assemblea per la storia che rappresenta, ma 500 persone non sono paragonabili agli oltre un milione di italiani che ci hanno votato. Il punto è come far crescere questa quota di elettori, ed è su questo che sono concentrata. L’emozione più grande di domenica non è stata l’assemblea, ma la mattina in piazza a Roma, quando ho lanciato la nostra campagna “Povera Patria” per la raccolta di risorse perle famiglie italiane sotto la soglia della povertà. E ho visto tutta la solidarietà di tantissimi italiani».

Giorgia Meloni: “la forza del mio partito deriva degli italiani”

Avete promesso una Fratelli d’Italia 2.0. In cosa consisterà? «Entro pochi mesi celebreremo un congresso rifondativo che segnerà un’evoluzione. Domenica ci siamo liberati di qualche zavorra, ora dobbiamo interrogarci su come aggregare una parte diffusa della società italiana che finora non siamo riusciti ad attrarre. Le battaglie condotte per l’economia reale, le famiglie, la scuola sono state importanti. Ma ora dobbiamo confrontarci ancora meglio con la società civile per interpretare la sfida del basso verso l’alto. Tanta gente la pensa come noi, anche a sinistra, e dobbiamo convincerla con un partito che vorrei più leggero e veloce».

Fratelli d’Italia punta a prendere i voti al Sud

Il Sud resta una prateria di voti «congelati». Come conquistarli? «Ad Atreju abbiamo presentato proposte serie. Il Meridione merita che siano valorizzate le sue specificità. Penso al turismo o all’agroalimentare. Di certo non lo si aiuta come ha fatto Renzi, dedicando al Sud una, direzione del Pd dopo avergli governato contro per un anno e mezzo. Vedi l’Imu agricola». I sondaggi stimano la sua popolarità al 28%. Fratelli d’Italia è al 4. Come se lo spiega? «La mia visibilità purtroppo non è quella del partito. C’è una classe dirigente che fa il mio stesso lavoro ma non ha diritto di cittadinanza sui media. Peraltro siamo una forza giovane che combatte senza risorse. Il M5S ci ha messo 7 anni per emergere, rispetto a chi ha la nostra stes sa “età” abbiamo fatto un miracolo. In più dobbiamo dimostrare di non essere una realtà chiusa come forse siamo sembrati».