Fbi irritato con Obama: il presidente “condiziona” le indagini su Hillary Clinton

Barack Obama “salva” Hillary Clinton sullo scandalo delle email e si attira le ire dei vertici Fbi. Pietra dello scandalo per i federali l’intervista che il presidente ha rilasciato giorni fa a 60 minutes, sulla Cbs. Intervista nella quale ha definito «un errore» la scelta dell’ex segretario di stato di servirsi di un account privato di posta elettronica, aggiungendo però come quella scelta non ha mai messo in pericolo la sicurezza nazionale. Parole e valutazioni che – secondo fonti del New York Times – non sono state accolte favorevolmente al quartier generale dell’Fbi, dove ancora si sta indagando sul caso per verificare se le informazioni contenute nelle email dell’ex capo della diplomazia Usa abbiano messo a rischio alcuni segreti di stato. L’accusa che i federali muovono ad Obama – scrive sempre il Nyt – è quella di avere con la sua uscita tentato di influenzare i risultati di una indagine ancora in corso. E – sottolinea qualcuno – non sarebbe la prima volta. Il riferimento è al 2012, quando durante le indagini sull’ex capo della Cia, David Petraeus, (accusato di aver riversato informazioni “classificate” a una giornalista che stava scrivendo un libro su di lui) Obama disse di non avere prove di rischi causati alla sicurezza nazionale. In realtà le conclusioni dell’inchiesta dell’Fbi appurarono che Petraeus aveva mentito ed effettivamente passato informazioni secretate alla sua biografa. Ma il Dipartimento di giustizia Usa bocciò le conclusioni dell’Fbi e l’ex generale a quattro stelle alla fine è stato condannato solo per reati minori, evitando il carcere.

La Fbi a settembre ha recuperato le mail cancellate da Hillary

A fine settembre l’Fbi ha recuperato le email dal server privato usato da Hillary Clinton quando era segretario di Stato che lei stessa cancellò sostenendo che si trattava di questioni private. Il Bureau sta ora esaminando il server per stabilire se qualche informazione, compresi i dati riservati, siano stati manomessi. Secondo la fonte, ci vorranno molti mesi. Non è dato sapere quante email sono state recuperate. «Abbiamo cooperato finora e continueremo a farlo, così come continueremo a rispondere a qualsiasi domanda sulla vicenda, anche da parte dell’opinione pubblica», ha detto il portavoce della Clinton, Nick Merrill. Ora le frasi di Obama mettono in imbarazzo i vertici dell’Fbi provocando anche una malcelata irritazione.