Riciclata la Kyenge. Controllerà la democrazia nel Burkina Faso

La Farnesina ricicla Cécile Kyenge. È l’ultima e forse più memorabile iniziativa del ministro degli Esteri Federica Mogherini che non brilla per protagonismo nel panorama internazionale. Raid in Siria? Guerra all’Isis? Tsunami migratorio? In queste ore la preoccupazione della Mogherini è il Burkina Faso, il paese ex colonia francese dell’Africa occidentale. Proprio così: il ministero degli Esteri ha nominato l’ex ministro e attuale europarlamentare del Pd Cecile Kyenge come capo della Missione di osservazione elettorale della Ue (Moe) in Burkina Faso. Lo ha reso noto il servizio diplomatico europeo ricordando che la missione è stata inviata sul posto il 5 settembre su invito del governo ed è rimasta nel paese «nonostante il tentativo di colpo di stato del 16 settembre che ha interrotto il processo elettorale». Il voto era inizialmente previsto per l’11 ottobre.

La medaglia alla Kyenge

«Grazie agli sforzi del popolo del Burkina Faso della comunità internazionale, le autorità di transizione che si sono insediate a novembre 2014 hanno potuto essere ristabilite nelle loro funzioni», ha dichiarato l’alto rappresentante per la politica estera europea, dicendosi «fiduciosa che il processo elettorale potrà riprendere al più presto». L’obiettivo principale, osserva la Mogherini, è quello di organizzare elezioni credibili, trasparenti e libere e «la Missione sotto la guida di Kyenge, darà un contributo supplementare al buon svolgimento e alla trasparenza del voto».

Musa della democrazia

La Kyenge ringrazia e indossa gli abiti della musa della democrazia nel mondo. «La Ue, che è al fianco dei cittadini del Burkina Faso dall’inizio di questo processo, vuole proseguire il suo impegno per assicurare il ripristino di istituzioni legittime e democraticamente scelte», è il primo commento della Kyenge, alla nomi a di capo della Missione. Una squadra con sei esperti di processi elettorali è nella capitale Ouagadougou sin dal 5 settembre. Ventiquattro osservatori arriveranno nel paese per seguire il processo elettorale nelle ultime tre settimane, una volta che sarà stata definita una nuova data per il voto. Nel complesso la Moe per il Burkina Faso avrà a disposizione 80 osservatori inviati dagli stati membri e dalla Norvegia per controllare tutte le fasi del processo elettorale. Il rapporto della Moe sarà pubblicato alcune settimane dopo le presidenziali.