Fabrizio Corona torna a casa: «Ce l’ho fatta». Ma il fine pena scatterà nel 2021

Fabrizio Corona è tornato a vivere nella sua casa di corso Garibaldi, zona della movida milanese, da cui mancava da poco meno di tre anni, dai tempi della fuga e della latitanza in Portogallo prima dell’arresto. Quella casa dal cui balcone, ai tempi di Vallettopoli, lanciava mutande alle ammiratrici definendo il pm Woodcock “un talebano”. Ora, però, come si legge in un servizio Ansa, è “un uomo nuovo” e non lo va ripetendo soltanto lui, ma lo ha certificato anche il Tribunale di Sorveglianza di Milano che gli ha permesso di lasciare la comunità di Don Mazzi per svolgere l’affidamento in prova ai servizi sociali “sul territorio”.

 Fabrizio Corona ringrazia tutti. Ecco però cosa non potrà fare

“Ce l’abbiamo fatta, sono contentissimo, ringrazio voi avvocati e i giudici”, ha commentato a caldo l’ormai ex fotografo dei vip parlando con i suoi difensori. Fabrizio Corona non potrà tuttavia, stando alle prescrizioni impartite dal giudice, diffondere sue fotografie, né usare i social network come Facebook e Twitter, né rilasciare interviste. Potrà uscire di casa tra le 6 e le 23 e nel fine settimana (a partire da venerdì) tra le 10 e le 24 e dovrà rimanere in Italia, anzi più precisamente sempre in Lombardia e potrà usare il telefono soltanto per esigenze di lavoro e famiglia. Il fine pena scatterà nel marzo del 2021, ossia dovrà scontare ancora altri cinque anni e mezzo circa (che potranno essere ridotti con la liberazione anticipata) e al termine di un’udienza, fissata per il 9 dicembre prossimo, la Sorveglianza dovrà dare il via libera al proseguimento dell’affidamento.

Nei prossimi giorni, intanto, l’ex “re dei paparazzi” si recherà all’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) per firmare le prescrizioni e dare, quindi, ufficialmente il via al percorso di reinserimento sul territorio. Già lo scorso giugno, dopo circa due anni e mezzo di detenzione, Corona era uscito dal carcere ottenendo l’affidamento in prova nella comunità Exodus di Lonate Pozzolo (Varese). In quel caso, il giudice Di Rosa aveva concesso l’affidamento per una serie di ragioni, tra cui l’assenza di pericolosità sociale e il passato di tossicodipendenza dell’ex agente fotografico.

Secondo il Tribunale, dunque, il suo percorso di riabilitazione potrà passare attraverso l’impegno nel lavoro nella sua agenzia di comunicazione (non gli è stato impartito di svolgere attività di tipo sociale) e le cure verso la famiglia. Fabrizio Corona dovrà frequentare, ovviamente, anche il Sert, il servizio per le tossicodipendenze. “I giudici hanno stabilito che è cambiato, che è meritevole di questa opportunità e che ha diritto di lavorare come tutti gli altri e questo è un grande risultato”, hanno chiarito i suoi legali. Certamente la particolarità della sua attività lavorativa, che porterà avanti in pratica quasi nello stesso ambiente in cui si muoveva prima, quello dei vip, richiede, a detta dei giudici, attenzione. Il suo profilo Facebook in questi mesi era stato riempito di sue immagini e di frasi come “mai smettere di sognare”.