Droga, un cargo pieno di hascisc nel porto di Cagliari: arrestati dieci siriani

Dieci uomini arrestati, tutti siriani, venti tonnellate di droga, un valore di 200 milioni di euro. È il bilancio di un’operazione internazionale anti-droga condotta dalla Guardia di Finanza e iniziata poco meno di venti giorni fa con l’abbordaggio di una nave battente bandiera delle Isole Cook, la Jupiter, nel porto di Cagliari.

L’hascisc nascosto sotto 18 tonnellate di granito

Il cargo era diretto in Libano quando è stato bloccato nel Canale di Sardegna da tre pattugliatori d’altura della Fiamme gialle e scortato nel porto di Cagliari. Lì è iniziato lo scarico delle 18 tonnellate di granito usate come copertura per il traffico di droga. Un’operazione durata 18 giorni, ma necessaria per poter passare al setaccio l’imbarcazione: 821 pacchi di hascisc sono stati trovati nascosti all’interno dei cassoni di zavorra di prua.

«Droga, armi e migranti viaggiano in parallelo»

«Trasportare quantità enormi di stupefacenti indica la possibilità di manovrare ingenti somme di capitali, questo tipo di trasporti possono essere legati anche al traffico di migranti, di armi e vi possono essere collegamenti con il terrorismo internazionale, anche se in questo caso non abbiamo evidenze. Riteniamo però plausibile che una parte di questo narcotraffico possa alimentare il circuito criminale», ha spiegato il colonnello Pino Colone, della Direzione centrale servizi antidroga della Fiamme gialle, aggiungendo che «questo trasporto, come gli altri effettuati per complessive 180 tonnellate di droga a livello nazionale, dimostra capacità organizzative non indifferenti che ci portano a concludere che nel Mediterraneo si siano aperte autostrade del traffico di droga che viaggiano in parallelo con quello di migranti e armi».

Arrestati dieci membri dell’equipaggio

Fra gli arrestati, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, vi sono il comandante della nave e nove membri dell’equipaggio, composto complessivamente da 16 perone. Nessun provvedimento, invece, è stato emesso a carico dell’armatore, il quale però rischia di vedersi confiscata la nave, del valore di mezzo milione di euro.