Dieselgate, perquisite le sedi italiane di Volkswagen e Lamborghini

Parte con il botto, con una serie di perquisizioni a tappeto effettuate dalla guardia di Finanza nelle sedi italiane di Volkswagen e Lamborghini l’inchiesta della Procura di Verona sul Dieselgate, la maxitruffa sulle emissioni che sta scuotendo tutte le case automobilistiche con ripercussioni in tutto il mondo.
Le Fiamme Gialle, delegate dalla Procura di Verona che ha aperto un fascicolo ipotizzando la frode in commercio, hanno bussato di primissima mattina alla sede della Volkswagen Group a Verona e, contestualmente, anche alla sede di Bologna della Lamborghini che fa parte dello stesso gruppo imprenditoriale tedesco.
Nel registro degli indagati sarebbero stati iscritti già alcuni nomi, in particolare figure del top management della Volkswagen finita nella bufera per aver truccato, attraverso l’utilizzo di un software, le centraline delle proprie auto Euro5 in maniera tale da ingannare i controlli durante i test sulle emissioni in laboratorio.
Esulta il Codacons convinto che i magistrati veronesi si siano mossi nei confronti della Volkswagen sulla base delle richieste dell’associazione di consumatori che aveva sollecitato perquisizioni nelle sedi della casa automobilistica tedesca e che si era rivolta anche all’Antitrust che procede in autonomia con i propri accertamenti sulla vicenda e che potrebbe a breve sanzionare pesantemente la Volkswagen.
Prendono quota, intanto, anche le class action promosse dalle varie associazioni di consumatori contro la Volkswagen, come quella, appunto, promossa dal Codacons al Tribunale di Venezia che avrebbe, finora, raccolto circa 12.000 adesioni.