Così Renzi ci riempie di immigrati per compiacere (senza riuscirci) l’Europa

Sono 524mila gli stranieri a Roma: una volta e mezza la città di Firenze. Il dato emerge da uno studio della Uil del Lazio sugli immigrati che vivono nella regione. Una presenza che in dieci anni è aumentata quasi del 200%.

Gli immigrati a Roma: una volta e mezza la città di Firenze

Per tutto il Lazio quest’anno si parla di 636mila stranieri a fronte dei 218mila del 2005: il 192% in più, con quella concentrazione fortissima nella sola città di Roma. All’interno del territorio della Capitale, poi, circa la metà degli stranieri si concentra su soli quattro municipi: il I e il XV, che offrono maggiori opportunità di lavoro nell’ambito delle collaborazioni domestiche, e il V e il VI, più abbordabili dal punto di vista del costo degli alloggi. Secondo quanto emerso dallo studio del sindacato, inoltre, l’incremento della presenza di stranieri si è registrato soprattutto per la fascia giovane della popolazione, con picchi di circa il 50% di persone tra i 15 e i 39 anni, mentre l’età media di questa “città nella città” è intorno ai 34 anni, con una prevalenza soprattutto femminile. Le comunità più rappresentate sono, poi, in ordine, quella rumena, quella filippina, quella bengalese e quella cinese.

Ma gli sbarchi sono aumentati del 400% in un anno

Anche se sembra enorme, il dato sulla presenza degli stranieri a Roma rischia di essere in realtà molto al di sotto di quello reale. Il censimento della Uil, infatti, sembra tenere conto solo delle presenze regolari o comunque “tracciabili”, come dimostrato anche dall’analisi della distribuzione sul territorio cittadino realizzata tenendo conto di parametri come casa e lavoro. Manca, dunque, all’appello tutta quella enorme massa di stranieri sbarcata sul territorio italiano – e romano – in modo irregolare. Il 400% in più nel 2014 rispetto al 2013, che – dati del ministero dell’Interno – corrisponde a un numero assoluto di oltre 170mila persone, a fronte delle quasi 43mila dell’anno precedente. Una cifra che per questo 2015 promette di essere ancora più consistente.

Quei 3,3 miliardi di spesa nel 2015

Una emergenza che, come certificato dalla stessa finanziaria appena presentata, per il 2015 avrà costi stimati «di 3,3 miliardi di euro, di cui 3 miliardi di spesa corrente», con un 50% andato nel capitolo «ricezione» e una cifra compresa fra il 20% il 30% al salvataggio in mare. Qualcosa che ora Renzi cerca di farsi “scontare” dall’Ue, chiedendo una maggiore flessibilità sul deficit, ma che per il momento non sembra aver dato i risultati sperati se il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, facendo risentire non poco il presidente del Consiglio italiano, è tornato a rinfacciare all’Italia un comportamento non adeguato nell’affrontare la questione degli sbarchi.