Il convegno della Massoneria? Ora vale per il curriculum universitario

Ora il convegno massonico può valere anche per acquisire crediti universitari. La notizia è stata data da Repubblica, che cita l’appuntamento di sabato 24 ottobre in un grande albergo di Genova. Un convegno di studi sulla filosofia antica organizzato dalla Gran Loggia d’Italia e dall’Associazione internazionale per lo studio del pensiero esoterico e simbolico. Come si legge nella brochure dell’evento, «la partecipazione al Convegno dà la possibilità agli studenti delle Facoltà dell’Ateneo genovese di acquisire un credito formativo». Ad aprire e a chiudere i lavori il gran maestro Antonio Binni, a certificare l’egida della Gran Loggia d’Italia. Come riferisce Repubblica, è la prima volta che un convegno massonico ha valore per il curriculum universitario. Da qui le proteste di alcuni esponenti politici e le perplessità di parte del mondo accademico. «A me sembra almeno strano – commenta Francesco Profumo, ex ministro dell’Istruzione – i crediti formativi, in genere, sono individuati dai Dipartimenti nelle autonomie delle Facoltà». Chi ha già manifestato il suo parere nettamente negativo è Pippo Civati, componente della commissione Cultura e Istruzione della Camera, che ha anche annunciato una interrogazione parlamentare. «Sono curioso di sapere come vengano attribuite queste opportunità che fanno testo per il curriculum scolastico», ha detto l’ex deputato Pd.

 

Massoneria deviata: Verdini sentito in Procura

Di massoneria (deviata) si è invece parlato in un’aula di tribunale. Un lungo interrogatorio durante il quale il senatore Denis Verdini, ex coordinatore del Pdl, ha respinto le accuse relative al suo presunto coinvolgimento nella cosiddetta P3, associazione segreta che secondo la Procura di Roma avrebbe puntato a influenzare l’attività di pezzi dello Stato. «Un coacervo di millanterie», così Verdini ha definito la presunta loggia nel corso del processo che lo vede imputato assieme ad altre persone tra cui l’imprenditore Flavio Carboni e l’ex parlamentare Marcello Dell’Utri. «Dell’Utri? Era il fondatore di Forza Italia, una icona – ha detto Verdini rispondendo alle domande del pm Mario Palazzi – e punto di riferimento per me, una figura carismatica, provavo per lui amicizia e stima”. Per quanto riguarda Carboni, il senatore lo ha definito come “un personaggio vulcanico, pieno di fantasia e di voglia di fare, un po’ troppo insistente a volte. Con lui avevo il progetto di raccogliere finanziamenti per il Giornale di Toscana, esperienza editoriale da trasferire in Sardegna dopo la nomina di Ugo Cappellacci a governatore». In relazione al pranzo svolto nella sua abitazione, il 23 settembre del 2009, durante il quale, secondo l’accusa, si misero a punto gli obiettivi dell’associazione segreta, Verdini lo ha definito «un pranzo da niente, da non ricordare: in cui ciascuno parlava dell’argomento che gli stava a cuore, dai convegni con i magistrati al Lodo Alfano, alla riforma della giustizia». Verdini ha raccontato al pm: «Si presentarono, a mia insaputa, in otto, tra cui Flavio Carboni, Arcangelo Martino, Pasquale Lombardi, Antonio Martone e il sottosegretario Giacomo Caliendo. Quel pranzo, fu un coacervo di millanterie. Lombardi? Quando lui parla non si capisce un tubo, ci vuole un traduttore. Martino? Era una mummia, non solo come espressione ma anche per le parole. Dissi a Dell’Utri, ma chi mi hai portato?».