Comunali di Vienna, cresce la destra anti-migranti, giù i socialdemocratici

Il nodo immigrazione non poteva non pesare sulle elezioni comunali di Vienna che hanno visto aumentare sensibilmente i consensi del partito di destra austriaco. Nonostante la città resti comunque in mano ai socialdemocratici, la più netta affermazione elettorale è stata quella dei populisti della Fpo, già protagonisti della scena drante un’agguerrita campagna elettorale.

Le elezioni comunali di Vienna

Dunque, nelle elezioni per il parlamento della città-Regione di Vienna, il Partito della libertà austriaco (Fpoe) avrebbe ottenuto il 30,5% dei voti, con un aumento di cinque punti abbondanti rispetto alle precedenti consultazioni. Del resto, anche nei sondaggi proposti nell’immediata vigilia si era pronosticato quasi un testa a testa tra i socialdemocratici della Spoe – che si confermano prima forza nella capitale con un 39,5% – e il partito conservatore. E allora, se è vero che fra i militanti socialdemocratici si sono viste scene di esultanza, è altresì realistico affermare che stavolta alle urne si è registrato un arretramento di cinque punti circa. All’indiomani del voto, allora, diversi media hanno sottolineato che a pesare sul relativo successo dei nazionalisti della Fpoe – quest’ultimo è stato il loro miglior risultato elettorale in assoluto – ha influito la peggiore crisi migratoria del dopoguerra.

Il nodo immigrazione influisce sulle urne

E infatti, soprattutto tra agosto e settembre, i flussi hanno avuto proprio in Vienna la meta intermedia sulla rotta balcanica che punta alla Germania, ed è in questo contesto che i nazional-populisti hanno dominato la scena e conquistato consensi proprio nel rimarcare i rischi e la negatività della situazione. Già nei mesi passati la formazione di Heinz-Christian Strache ha ottenuto notevoli successi in consultazioni provinciali, infatti, e sempre a spese dei socialdemocratici e dei centristi. E sempre in quest’ultima tornata si è votato anche in altri 44 comuni dell’Alta Austria. In generale, allora, malgrado sia emersa anche in quest’ultimo banco di prova una valenza politica progressista, con i suoi 1,3 milioni di elettori e soprattutto la storica centralità nel sistema paese austriaco, Vienna chiamata alle urne ha dimostrato di andare al di là della coalizione rosso-verde del sindaco-presidente regionale Michael Haeupl (Spoe): il risultato dei socialdemocratici è il peggiore del dopoguerra a Vienna, e suona come un campanello di allarme per la Grosse Koalition messa in piedi con i Popolari della Oevp dal dicembre 2008 sotto l’attuale cancelliere Werner Faymann dopo decenni di analoghe collaborazioni.