Civati la spara grossa: «La cannabis è un volano per far ripartire l’economia»

Va bene la voglia di provocare per riconquistare un minimo di visibilità sui media. Va bene l’ansia di uscire dall’anonimato in cui il Pd renziano lo ha  ricacciato, ma Giuseppe Civati detto Pippo stavolta l’ha sparata proprio grossa. La legalizzazione della cannabis  – dice senza vergogna – può essere un volano  per far ripartire l’economia. Secondo Civati  la proposta di legge sulla legalizzazione  renderebbe “più della Tasi, ed avrebbe effetti paragonabili a quelli prodotti dagli 80 euro”. A questo punto Civati, prova a lanciare un siluro al premier: “Renzi ha già detto di essere contrario e su questa proposta partirà lo stesso ostruzionismo visto sulle unioni civili. O accompagniamo la discussione della proposta con una campagna forte di informazione o rischiamo di approvare il Ponte sullo Stretto invece che la liberalizzazione della cannabis”. Non sappiamo se piangere o ridere, perché, delle due l’una, o Civati non teme il ridicolo oppure era sotto qualche effetto oppiaceo mentre pronunciava queste parole:  “L’Italia ha l’occasione di fare una grande riforma, e tutti sanno quanto io sia scettico sulle riforme di questo governo, una riforma clamorosa, anche del punto di vista economico. Non è un tema di nicchia o da adolescenti, ma una questione che vale molto più della Tasi”. Dopo tante corbellerie, Civati prova pure a fare lo spiritoso: “Per sostenere questa battaglia se serve sono anche disposto a mettermi una felpa”. Viene proprio voglia di rimpiangere il tempo delle ideologie. All’epoca, nessuno, nenache il più fanatico tra gli estremisti di sinistra, avrebbe mai pensato, neanche lontanamente, simili scemenze. Anche al tempo di Berlinguer e persino di Occhetto, un tipo come Civati non lo avrebbero neanche fatto entrare in una sezione. E invece oggi, al tempo di una pallida sinistra in preda all’afasia, ci tocca sorbire le trovate pubblicitarie di una generazione di sradicati culturali in cerca di visibilità.