Cicchitto senza vergogna: «Renzi ha fatto meglio di Craxi e Berlusconi»

Fabrizio Cicchitto ha avuto la rivelazione dell’ “Uomo della Provvidenza” alla tenera età di 75 anni. Ex craxiano tutto d’un pezzo, ex berlusconiano d’acciaio, il dignitario Ncd spera di vivere una terza stagione politica alla corte di Matteo I da Firenze.  «Mi chiede di Renzi? È riuscito dove Craxi e Berlusconi non riuscirono: ha ucciso i comunisti. Per questo va costruito un nuovo centro alleato con lui». Cicchitto risponde così, con disarmante entusiasmo, alle domande di Allessandro De Angelis sull’Huffington Pod Post.

L’obiettivo di Cicchitto sembra chiaro e, a suo modo, ambizioso: archiviare Ncd e costruire la sponda moderata  di Renzi. Da Verdini ai montani, tutti insieme appassionatamente a formare i reparti degli ascari “moderati” dell’armata renziana. Il programma di Cicchitto è chiaramente esplicitato. «In una situazione di questo tipo, cosa dovrebbe fare il centro che già oggi collabora con Renzi: abbandonare il campo e seguire e Berlusconi in quell’intreccio di populismo lepenista e di familismo nostalgico che oggi caratterizza questo centrodestra? Io dico: il nuovo centro destra deve entrare nell’ordine di idee che il suo nome è cambiato nella sostanza politica e deve cambiare nella forma». Già, «populismo lepenista e familismo nostalgico»: la pensava forse così, il prode Fabrizio, quando, con il grado di capogruppo Pdl alla Camera, difendeva il Cav dagli attacchi degli antiberlusconiani? Ma andiamo avanti. Cicchitto coglie l’occasione per bacchettare anche i malpancisti dentro il suo partito:  «Mi sembra che il momento scelto da qualche amico di chiedere a l’uscita dal governo del nuovo centro destra sia il più  sbagliato di tutti. Sulle unioni civili la partita è aperta e rinviata alle idi di gennaio. E ancora di piu’ sulla legge di stabilità si è aperto un confronto nel Pd rispetto al quale non è che l’Ncd può rompere paradossalmente con un governo che fa delle cose contestate da sinistra».

Guai isomma a chi critica da destra Renzi «Be’, io non voglio dire che la legge di stabilità è fatta con lo stampino del Berlusconi del ’94, ma insomma… Ha per obiettivo la crescita e realisticamente chi l’ha fatta sa che per rimetterla in modo bisogna rimettere in moto i consumi – anche aumentando la circolazione del contante – e le imprese. La critica giusta è quella di aver tagliato in modo limitato la spesa pubblica, ma si immagini che sarebbe successo se l’avesse tagliata di più. Credo dunque che l’ira di Berlusconi sia solo apparentemente contro Renzi, ma in effetti è contro se stesso». Un po’ di psicanalisi non guasta mai. Soprattutto quando serve a esorcizzare la crisi d’identità.