La cena arriva tardi: a Grosseto migranti bloccano la statale

Alcune decine di profughi ospiti di un centro di accoglienza di La Castellaccia, tra Giuncarico e Ribolla (Grosseto), sono scesi in strada mercoledì sera e hanno bloccato per protesta la provinciale sedendosi su panche e sedie. Il gruppo, una ventina di persone, non ha lasciato passare le auto tanto che si è formata una lunga coda di veicoli. Alla base della protesta dei migranti il ritardo con cui il pasto serale è stato loro recapitato e il fatto che le pietanze non fossero arrivate alla giusta temperatura. Sul posto sono dovuti intervenire i carabinieri che hanno sgombrato la strada. Una vicenda che ora passa in mano alla Prefettura di Grosseto, a cui è stata consegnata una relazione dettagliata su tutto quello che è accaduto. Anche se, nel Comune toscano, l’intenzione è quella di guardare avanti. «Noi proseguiamo con il nostro programma d’inserimento – minimizza il sindaco Elisabetta Iacomelli eletta con una lista di centrosinistra – attraverso lavori socialmente unici destinati agli ospiti».

Il Pd toscano minimizza sulla protesta dei migranti a Grosseto

La parola d’ordine nel Pd è “minimizzare”. Una scelta dettata da ragioni politiche. A fine settembre un’iniziativa (intitolata “Lacosagiusta”) ha visto coinvolti tutti e 24 i consiglieri regionali del Pd toscano. Gli esponenti dem si sono recati in altrettante strutture presenti sul territorio regionale, toccando tutte le province, da Massa a Grosseto. Una decisione esaltata dal capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras «Non è la prima volta che ci troviamo a gestire l’arrivo di migliaia di persone che scappano da guerre e violenze», ha detto Marras. La Toscana, «da subito, ha scelto di applicare un modello specifico di accoglienza, quella diffusa, perché solo attraverso i piccoli centri e l’ospitalità ripartita in gruppi ristretti si riesce dare una risposta adeguata alle necessità, primarie e di integrazione, dei migranti». Ma la brutta pagina della protesta di Grosseto è motivo di forte imbarazzo. Da qui l’ordine di scuderia: silenziare o minimizzare. Nigeria, Senegal, Gambia, Mali, Guinea: queste le principali nazioni di provenienza dei migranti, che hanno un’età media di 22 anni. Nessuno dalla Siria, eppure vengono considerati profughi. «Se questi fossero davvero profughi – chiede la Lega Nord Grosseto – e non migranti clandestini, siete certi che si comporterebbero cosiì Per un pasto piovuto dal cielo? Noi crediamo che siano solo clandestini economici e basta».