Cantone: «Milano capitale morale, non Roma». L’ira dei romani: «Che cantonata…»

Milano si è riappropriata “del ruolo di capitale morale del Paese, mentre Roma sta dimostrando di non avere quegli anticorpi di cui ha bisogno e che tutti auspichiamo possa avere». Questa frase del presidente dell’Autorità Nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, pronunciata mentre riceveva dalle mani del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il Sigillo della Città, ha scatenato dure polemiche a Roma, con prese di posizione polemiche soprattutto nel centrodestra. Il primo a ribellarsi a questa strana classifica fatta da Cantone è  il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli«Basta con lo spirito antiromano che trasuda con evidenza dal governo Renzi e, ora, affiora nelle esternazioni milanesi di Raffaele Cantone. La corruzione è un cancro che non conosce eccezioni territoriali, come dimostrano il devastante scandalo su Expo momentaneamente accantonato per non rovinare la festa, insieme ad altre inchieste giudiziarie sulla sanità lombarda, gli sprechi delle Olimpiadi invernali di Torino, la vergogna anche nelle sfacciate modalità corruttive del Mose di Venezia… Gli anticorpi sono collocati ovunque esistano persone perbene e fortunatamente ce ne sono anche a Roma. Nonostante Mafia Capitale e Ignazio Marino. Il presidente Cantone, per il quale nutriamo una grande stima, stavolta ha preso una cantonata», dichiara Rampelli.

Anche Andrea Augello, senatore e ex assessore al bilancio alla Regione della Giunta Storace,  commenta criticamente le affermazioni del presidente dell’Autorità Nazionale anti-corruzione: «Mi sembra una semplificazione sul piano della corruzione. Non se Milano sia la Capitale morale – aggiunge – di sicuro ha avuto problemi recenti e significativi così come Venezia. Certo, a Roma sono stati più gravi. Purtroppo veniamo a conoscenza degli elementi di corruzione solo quando la magistratura li fa emergere. Mi auguro che Milano sia davvero così… per i milanesi».

Raffaele Cantone, in serata, ha poi precisato: «L’idea era quella di dire che questo modello che ha messo in campo le sinergie (a Milano per Expo, ndr) può fare da traino per cambiare la situazione. Non una critica, ma un pungolo a lavorare su questa logica. L’intervento credo sia stato un po’ estrapolato da un contesto che era quello di un riconoscimento che ho avuto dalla città di Milano e dopo l’intervento che aveva fatto il prefetto», aggiunge Cantone.