Canone Rai in bolletta: 18 € in meno in 2 anni. E la chiamano sforbiciata (per ora…)

Alla fine il governo Renzi è riuscito a imporre – attraverso l’odioso escamotage della riscossione in bolletta – il pagamento del Canone Rai, il balzello più detestato dagli italiani. Ma l’artificio rocambolesco non sta tanto nell’aver adempiuto a un disegno fiscale in progetto già da tempo, quanto nell’essere riusciti a far passare l’ennesima gabella come un vantaggio per tutti. Come un rimedio morale, prima ancora che economico, attraverso il quale sconfiggere finalmente l’evasione: come se le cifre necessarie a coprire il buco generato da chi non paga le tasse, potessero anche solo lontanamente essere coperte dalla rata televisiva distribuita sui contribuenti, che in gran parte, peraltro, già la pagano da sempre…

Canone Rai in bolletta: l’ultimo spot di Renzi

Non solo: grazie all’ennesimo spot autopromozionale, Renzi fa passare la notizia non certo lieta per gli italiani dell’aggiunta in bolletta anche del rateo mediatico come una soluzione in qualche modo conveniente: la tassa sul canone Rai, infatti, spesso trascurata dagli italiani che per anni non hanno visto il motivo di pagarla, data anche l’ingente mole pubblicitaria a disposizione dei piani alti di viale Mazzini, sarà dilazionata in bolletta e – a quanto annunciato trionfalisticamente dal premier –  subirà una sforbiciata, passando nel 2016 da 113,50 a 100 euro e nel 2017 a 95 euro. E poi? Sul futuro è buio totale: il che potrebbe anche presumere aumenti sensibili o pagamenti in un’unica – dolorosa – soluzione. Ma tant’è: indorando la pillola, dura da mandare giù – anche a fronte del fatto che i canali Mediaset hanno a disposizione la stessa pubblicità della Rai, ma la fruizione dei loro programmi, come noto, è gratis per i già vessati contribuenti – Renzi rilancia su Twitter il suo slogan e, in una sorta di richiamo all’ordine morale, cinguetta un demagogico «Lotta all’evasione: pagare meno, pagare tutti». Una misura destinata in primis a combattere l’evasione, che nel 2015 dovrebbe sfiorare il 30%, toccando quota 600 milioni.

Canone Rai: il sistema di riscossione

Il sistema di riscossione è in via di definizione. Il testo prevederebbe il rinvio dei dettagli ad un decreto del Ministero dello Sviluppo da presentare entro 45 giorni: il Canone Rai – si apprende – si pagherà a rate e soltanto sulla prima casa, come il Tesoro ha già precisato nei giorni scorsi. Attualizzando la norma, la tassa non dovrebbe essere più legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari device come smartphone, tablet e pc, con cui si può vedere la Rai. Toccherà eventualmente al singolo utente chiedere l’esenzione dichiarando all’Agenzia delle Entrate il mancato possesso di tali mezzi. Su 22 milioni di utenze familiari, il nuovo meccanismo frutterebbe dunque l’anno prossimo 2,2 miliardi, circa 500 milioni in più rispetto agli 1,7 miliardi raccolti nel 2015. Un “tesoretto” che il governo potrebbe destinare all’ulteriore riduzione del canone per gli anni successivi, a una diminuzione della pubblicità in tv (in linea con le intenzioni del nuovo vertice Rai, che avrebbe messo in cantiere il taglio degli spot sui canali per bambini Rai YoYo e Rai Gulp, pari a 7 milioni l’anno) o al Fondo per l’editoria. Ma al momento si tratta solo di ipotesi: il primo obiettivo della manovra – si sottolinea in ambienti del governo – resta il recupero dell’evasione. Messo a punto dopo il confronto tra ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Agenzia delle Entrate, Rai e Authority e contatti con l’Enel, il canone in bolletta resta nel mirino di Assoelettrica, che prende atto della decisione del governo ma auspica che le modalità operative vengano definite «attraverso un costruttivo confronto con gli operatori e l’Autorità per l’energia».