Berlusconi: subito il candidato per il centrodestra vincente a Roma

Renzi avrebbe bocciato le primarie a Roma per scegliere il successore di Marino o almeno così hanno riportato i quotidiani mentre imprecisate “fonti del Nazareno” hanno fatto sapere che invece Renzi non si sarebbe espresso in tal senso. Ma che accade invece sull’altro fronte, quello del centrodestra? Oggi Silvio Berlusconi ha detto di essere già al lavoro “per offrire agli elettori un centrodestra unito e vincente, con un programma di governo della capitale tale da restituire alla città l’onore perduto”. “Auspico – ah aggiunto – che tutti i partiti della nostra coalizione si ritrovino al più presto per valutare, senza preconcetti, le migliori candidature. Spero che nessuno voglia sfuggire a questa responsabilità, privilegiando interessi di parte”.

La Russa: primarie regolamentate per legge

Le primarie sono addirittura invocate da Fratelli d’Italia, ma non con regole che siano ovunque le stesse. In vista delle elezioni amministrative di Milano e Roma – afferma Ignazio la Russa – “chiediamo al governo un decreto legge che stabilisca regole certe per le primarie perché i candidati siano scelti in modo trasparente”. La Russa ha aggiunto che da parte di Fratelli d’Italia c’è “perplessità di fronte alle primarie con regole a uso e consumo dei partiti” e per questo motivo ha già preparato “un disegno di legge” per la regolamentazione delle primarie.

Alemanno: per il dopo-Marino non c’è da gioire

“Anche se a Roma c’è un’aria diffusa da ‘liberazione cittadina’ – ha commentato sul suo profilo Fb l’ex sindaco Gianni Alemanno – non c’è nulla da gioire per quello che aspetta la nostra città anche dopo le dimissioni di Marino. Mi ricordo quando fu lanciata la sua candidatura contro di me: Marino era quello che doveva ‘moralizzare’ la città, quello che doveva cavalcare l’onda dell’antipolitica. In realtà, dopo due anni e mezzo tutti capiscono non solo quanto sia difficile fare il sindaco di Roma, ma soprattutto quanto sia importante la politica per guidare una città”. “Su questo versante in città – ha continuato Alemanno – c’è tutto da ricostruire a destra come a sinistra. Mi auguro che Roma possa essere il laboratorio delle primarie del centrodestra, quelle primarie che sono state sempre rinviate e annullate dai vertici nazionali (anche a me furono impedite nel 2013), per scegliere un candidato che sappia ascoltare la gente e dare risposte proprio attraverso gli strumenti di una nuova politica”.

Rampelli: non cerchiamo bei volti…

Fabio Rampelli ha esortato il centrodestra a non ripetere l’errore commesso dal Pd con Marino, che “selezionò all’epoca un uomo ‘alternativo e fricchettone’ che somigliasse il più possibile alla tipologia ‘cinque stelle’, cavalcando l’onda dell’antipolitica”. “Per questo – prosegue Rampelli – con Ignazio Marino, insieme al Pd, perde anche l’idealtipo di Beppe Grillo. I ritardi di Renzi nell’assicurarsi le dimissioni del ‘marziano’ avranno conseguenze devastanti quanto inevitabili. Occorre infatti far votare i romani a maggio. Così mentre si beatificherà Madre Teresa di Calcutta in un evento spirituale cui parteciperanno milioni di persone, nel rione di fianco a piazza San Pietro si terranno i comizi e si distribuiranno ‘santini’, ma solo elettorali. Ecco il pasticciaccio brutto di Renzi. Il centrodestra risponda adeguatamente a questa crisi istituzionale, non cerchi bei volti né persone facoltose, costruisca le soluzioni per Roma, recuperando una visione della città che negli ultimi anni non c’è stata”.

Fitto: no alle ammucchiate

In vista delle amministrative Raffaele Fitto propone un “laboratorio per centrodestra del futuro” che sia in grado di evitare  le ammucchiate elettoralistiche. “Ora – dice –  c’è una strada maestra per il centrodestra: ed è quella di indire elezioni primarie per trovare il candidato sindaco a Roma (così come a Milano, Napoli, Cagliari, Torino, Bologna). E’ il modo migliore per scegliere non solo sulle persone, ma anche sui programmi”.