L’ultima accusa a Marino è di Augello: «La sua onlus “Imagine” evadeva la Tari»

Nei giorni che hanno segnato la fine della sua carriera amministrativa, su Ignazio Marino si sono abbattute nuove e pesanti accuse. Con una lettera aperta pubblicata su Facebook il senatore di Ap Andrea Augello ha denunciato che la Onlus Imagine, riconducibile al sindaco dimissionario, avrebbe evaso la Tari.  Secondo Augello “il sindaco dimissionario ha preso in giro cittadini ed elettori fin dal momento della presentazione della sua candidatura, nascondendo piccole, odiose furbizie che riguardavano il modo a dir poco disinvolto con cui aveva amministrato, insieme a diversi attuali assessori la Onlus Imagine”. Tanto per iniziare, ha spiegato Augello, sono saltate fuori le carte che dimostrano che Marino, in qualità di presidente Imagine, «occupò illegalmente la sede di via dei Volsci». Come riporta Libero, in un documento protocollato il 24 maggio del 2006 il Terzo dipartimento del Comue di Roma  si mosse per ottenere la «regolarizzione formale della  situazione, un’occupazione di fatto».

La denuncia di Augello: Marino è un evasore totale della Tari

Si legge ancora che Marino «per quelle trattative delegò la signora Cattoi, forse poi scelta per l’assessorato al Patrimonio per questi suoi precedenti di occupante abusiva. Non solo, quel che è più grave è che non esitò a non iscrivere all’anagrafe Tari la sua sede, diventando un evasore totale della tariffa e rimanendo tale per l’intero mandato di presidente della Onlus». Cioè, ha puntualizzato ancora Augello, fino a luglio del 2013, data in cui Marino si dimise da presidente e socio dopo che era stato eletto sindaco. Il senatore di Ap ha, quindi, denunciato che nonostante l’Ama avesse scoperto già nel marzo del 2013 l’omessa iscrizione, richiedendo per iscritto di regolarizzare la posizione, Marino non fece assolutamente nulla. «E nulla sarebbe accaduto – ha sottolineato – se, nel frattempo, non fosse scoppiata un’altra grana nella Onlus, con una oscura storia di assegni e contratti intestati a persone inesistenti con l’evidente finalità di frodare l’Inps ed il fisco e conseguente querela, da parte di Marino nei confronti di un collaboratore». Secondo la ricostruzione fatta da Augello, infatti, solo quando la procura aprì l’inchiesta incaricando la Guardia di Finanza di fare chiarezza, «la Onlus  è corsa ai ripari avviando le procedure per un ravvedimento operoso che si è perfezionato addirittura nel gennaio 2014. Anche in quel caso, come poi fece con le multe e come sta facendo ora con i 20mila euro dei rimborsi, i suoi amici decisero di pagare soltanto quando non se ne poteva fare più a meno». «Ora nel palmares di Marino si può scrivere anche il non invidiabile titolo di evasore totale Tari, che si aggiunge a quello di non pagatore delle multe e di fruitore compulsivo di una carta di credito pagata dai cittadini», ha concluso Augello.