Assenteisti al Comune di Sanremo: i sindacati difendono l’indifendibile

Scatta immediata la sospensione dal sindacato per gli iscritti della Cgil finiti nell’inchiesta dei ‘furbetti del cartellino” di Sanremo, mentre in una nota formale, firmata anche dalla segreteria nazionale della Funzione Pubblica, l’organizzazione prende nettamente le distanze dagli assenteisti senza timbratura. Con una nota la Cgil confederale e di­ categoria “condannano ogni tipo di compo­rtamento che non sia quello dettato dall­’osservanza e dal rispetto delle regole” e precisano anche che “fatti come quelli denunciati gettano discred­ito anche su tutti coloro che all’interno del­ pubblico impiego svolgono il loro lavor­o onestamente.

CGIL si limita a “sospendere” i dipendenti comunali assenteisti di Sanremo

Il sindacato auspica quindi “che di fronte a tale drammatica situazio­ne si giunga ad una rapida soluzione che faccia chiarezza delle responsabilit­à, ripristinando presto l’immagine decoro­sa della città.” Il documento porta le firme di Rosanna Dettori, segretario generale Fp Cgil, Federico Vesigna, segretario generale Cgil Liguria, Vladimiro Furini segretario generale Fp Cgil Liguria, Enrico Revello segretario generale della Camera del lavoro di Imperia e Tiziano Tomatis, segretario generale Fp Cgil Imperia.

UIL addirittura vuole aspettare i magistrati. Ma ci sono già i video…

Intanto – si legge su “la Repubblica” – la Uil Fpl di Imperia e la Uil di Genova e della Liguria hanno effettuato un sopralluogo nel Comune di Sanremo per incontrare i lavoratori e nell’occasione Milena Speranza, segretario provinciale Uil Fpl e Pier Angelo Massa, segretario generale Uil Genova e Liguria, hanno incontrato il sindaco Alberto Biancheri, a lui hanno ribadito che il sindacato chiede “massima trasparenza per ripristinare le condizioni di un’attività lavorativa rivolta alle esigenze dei cittadini. E’ necessario – dichiara la Uil – che la magistratura faccia chiarezza sui fatti di Sanremo. Noi siamo convinti che il lavoro vada difeso e non disprezzato. Non siamo qui per difendere chi ha sbagliato ma per tutelare coloro che sono nel giusto e fanno il loro dovere ogni giorno. Chiediamo alle istituzioni, alla politica e all’opinione pubblica di non cadere nel tranello dei pregiudizi che definisce ogni lavoratore del pubblico impiego come fannullone”.