Ankara avverte: se vince Assad in Europa arriveranno 3 milioni di profughi

I raid russi in Siria rischiano di spingere verso la Turchia oltre un milione di nuovi profughi, denuncia il vicepremier turco Numan Kurtulmus. E questo è niente: stando a quanto ha riferito il polacco Donald Tusk, presidente del Consiglio Uè, i timori di Erdogan sono ancora più forti: «In base alle stime turche, altri tré milioni di potenziali profughi fuggirebbero da Aleppo e dintorni» nel caso in cui il regime di Bashar Al Assad vincesse la guerra. E una vittoria del dittatore appare «più probabile a causa del coinvolgimento dell’Iran e della Russia», secondo le parole di Tusk seguite all’incontro con il presidente turco. Insomma il quadro che dipinte Ankara è pessimistico, e fortemente condizionato dal nuovo interventismo del Cremlino, in Medio Oriente, si legge su “Il Messaggero”.

Turchia e il mondo sunnita sono contro Assad

Spiega il vicepremier Kurtilmus: «L’ovest della Siria è la zona con la più alta popolazione: Damasco, Homs, Hama, Aleppo e Latakia. Al momento c’è un equilibrio, una guerra civile multilaterale. Ogni intervento aggiuntivo, e in particolare i bombardamenti russi alle postazioni dei dissidenti moderati, rafforzeranno il regime» che «aumenterà la repressione e gli attacchi», avvisa il vicepremier turco. Inevitabile prevedere che «nuovi cambi negli equilibri m queste città porteranno a un afflusso in Turchia di centinaia di migliaia di persone, forse più di un milione».

Ormai la bomba migratoria utilizzata come arma nella lotta tra sciiti e sunniti

La naturale conclusione di questo discorso è un messaggio indirizzato in particolare all’Europa: tutti questi rifugiati entreranno nel territorio turco, ma poi inevitabilmente cercheranno di attraversare il mare e di sbarcare sulle coste greche o italiane, per poi raggiungere la Germania, la Svezia, la Gran Bretagna. E l’esodo a cui abbiamo assistito nell’estate appena trascorsa è stato soltanto un assaggio di quello che potrebbe accadere nei mesi e negli anni a venire. In attesa di risolvere la questione siriana, ammesso che mai ci si riesca, continuano gli sbarchi, i naufragi, le stragi in mare. Il tragico bilancio dei morti, da inizio anno, ha raggiunto quota tremila. Gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione intemazionale delle migrazioni (Oim), parlano di un centinaio di vittime solo nelle ultime 48 ore, al largo della Libia.