Ancora violenza. Un siriano accoltella la convivente italiana: arrestato

L’ondata di aggressioni violente, con protagonisti stranieri o pregiudicati, non si ferma. Un uomo siriano di 21 anni, Kmaxis Ibraim, pregiudicato, è stato arrestato per aver accoltellato la propria convivente, una donna italiana di 27 anni che è stata subito ricoverata per ferite al polso, alla spalla, all’anca e all’ emitorace. I due abitavano a Napoli, al civico numero 2 di vico Improta, nel quartiere Vicaria. Nel corso di una discussione l’uomo, infuriato, ha infierito con un coltello contro la donna che è riuscita a sfuggirgli, ad avvertire il padre e farsi portare all’ospedale.

Il siriano si aggirava nell’ospedale

Sono stati gli agenti del drappello ad avvertire l’ufficio prevenzione generale. La donna, interrogata, ha raccontato di essere stata accoltellata dal siriano e la sua versione è stata confermata da alcune amiche presenti al fatto. Gli agenti hanno poi perquisito l’appartamento rintracciando un coltellaccio e uno straccio sporchi di sangue. A quel punto hanno arrestato il siriano che continuava ad aggirarsi nei pressi dell’ospedale.

 Altra violenza: arrestato due volte in dieci mesi

Non solo la vicenda del siriano. Gli episodi di violenza si susseguono. Minacce e percosse prima alla ex compagna e poi alla madre: un pregiudicato di 35 anni è stato arrestato due volte nel giro di dieci mesi. A gennaio aveva picchiato la convivente, ferendola in modo grave e procurandole un aborto. Era finito in carcere e una volta libero era andato a vivere dalla madre, anche lei però era rimasta vittima della violenza dell’uomo. L’uomo, ubriaco, aveva chiesto denaro alla madre che è stata aggredita per essersi rifiutata. Pochi giorni fa la donna si era presentata dai carabinieri per segnalare che il figlio, in più occasioni, l’aveva malmenata e minacciata, sottoponendola anche a una continua violenza psicologica, con le pressanti richieste di denaro. La situazione è degenerata e i vicini hanno chiamato i soccorsi dopo avere sentito la donna urlare.