Alluvione Benevento, la Protezione civile sconfessa il sindaco Pd

Benevento, il giorno dopo l’alluvione, prova a rialzarsi. E mentre si spala il fango e si contano i danni, è anche il giorno della polemica sull’allerta meteo che il sindaco di Benevento, Fausto Pepe sostiene di non avere ricevuto dalla Protezione Civile. «Non siamo stati mai avvisati dall’alluvione», si difende il primo cittadino del Pd. «Abbiamo ricevuto tutti la comunicazione della Protezione Civile. Ma il bollino arancione – dice – tradotto, significa piogge moderate e non certo alluvione, quella che invece ha colpito e distrutto la città di Benevento e la metà dei comuni della provincia». Ma a smentire il primo cittadino del Pd è la stessa Protezione civile. Immediata la risposta della Protezione Civile. «Quel territorio era in allerta, bisognerebbe capire cosa prevedeva per quel livello di allerta il piano comunale – chiarisce il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio – quando ci sono morti è evidente che si poteva fare meglio». E Curcio spiega, nel dettaglio, anche cosa significa il cosiddetto “livello arancione”. Vale a dire un livello che ipotizza un «pericolo per la pubblica incolumità e possibili perdite di vite umane». Non solo, anche «diffusi danni ed allagamenti a singoli edifici o piccoli centri abitati, reti infrastrutturali e attività antropiche interessate da frane o da colate rapide», tra l’altro. «Il sistema di allertamento – ha proseguito Curcio – deve produrre azioni sul territorio e ora bisognerà vedere se quelle azioni sono state fatte e come sono state fatte». Intanto, nel giorno in cui il sindaco di Benevento chiede un intervento, ad horas, del compagno di partito nonché presidente del governo, Matteo Renzi, si contano i danni: famiglie sfollate, 45 solo nel comune di Paupisi, nel Beneventano; almeno 1500 operai e dipendenti della piccola e media industria che opera nella zona industriale di Benevento, alla contrada Ponte Valentino, senza lavoro e molti anche senza casa.

Benevento: De Girolamo chiede misure straordinarie

A seguito della tragedia che ha colpito il Sannio la deputata beneventana di Forza Italia, Nunzia De Girolamo  ha presentato due emendamenti al decreto legge 154 del 2015 meglio conosciuto come Decreto per le alluvioni di Parma e Piacenza. «Oltre alla richiesta dello stato di emergenza nazionale che dovrebbe prevedere le medesime procedure utilizzate per Parma e Piacenza, ho chiesto che venga applicata la deroga al patto di stabilità entro fine 2015 per i residui esistenti nel fondo apposito che purtroppo ammontano a soli 2 milioni di euro e che andrebbero in ogni caso spesi entro fine anno e 15 milioni invece da destinare ai territori colpiti secondo le valutazioni in capo alla Protezione civile. Con l’altro emendamento chiedo che venga sospeso il pagamento di tributi come concesso già nei casi più drammatici in Abruzzo e in Emilia».