Aggredirono i poliziotti: per tre antifascisti l’obbligo di firma

Arrivano le sentenze per il violento attacco sferrato dagli antifascisti militanti in un gruppo antagonista contro le forze dell’ordine schierate a presidio della sicurezza e dell’ordine pubblico durante lo svolgimento di una manifestazione organizzata da Forza Nuova a Firenze.

Gli scontri di Firenze tra antifascisti e polizia

L’episodio violento risale al 6 dicembre 2014, e in queste ore è arrivato il verdetto che lo sanziona. E allora, il gip di Firenze ha emesso le misure cautelari dell’obbligo di presentazione giornaliero alla polizia giudiziaria per tre militanti antifascisti del cartello antagonista Firenze Antifascista – tre uomini di 49, 30 e 58 anni – che erano tra coloro che si scontrarono con la polizia mentre protestavano contro un’iniziativa di Forza Nuova. La richiesta è stata del pm Andrea Cusani, e i provvedimenti sono stati notificati ai destinatari dalla Digos. E non è ancora tutto: nell’inchiesta risultano coinvolte a vario titolo anche altre sette persone, tutte militanti sempre nelle fila di Firenze Antifascista.

La dinamica dell’aggressione

Nonostante le prescrizioni imposte dal questore affinché Forza Nuova e antifascisti fiorentini non venissero a contatto, pur essendo liberi di manifestare con presidi “statici”, senza cortei, gli antagonisti di Firenze Antifascista formarono un corteo in via Pistoiese proprio per raggiungere la manifestazione di Forza Nuova in piazza Garibaldi. Le forze dell’ordine organizzarono un cordone per bloccare il corteo alla testa del quale si posizionavano numerosi militanti con caschi, volto coperto da sciarpe ed occhialoni e impugnando bastoni e mazze in legno con cui avanzarono compatti verso i reparti schierati a difesa dell’ordine pubblico. I manifestanti lanciarono contro la polizia fumogeni accesi, petardi e bottiglie, e, venendo a contatto con gli agenti schierati, li colpirono con pietre e bastoni: sei agenti rimasero feriti, in modo non grave. Dieci manifestanti, tutti riconosciuti dalla Digos tra i responsabili degli scontri, sono stati denunciati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, porto d’armi ed oggetti atti ad offendere e “travisamento” in occasione di manifestazioni pubbliche. Ora per tre di loro è scattato l’obbligo di firma.