Zaini pieni, portafogli vuoti: la “cara” scuola di Renzi fa piangere le famiglie

12 Set 2015 19:07 - di Redazione

“Cara” scuola, quanto mi costi. Entro mercoledì tutti gli alunni di Italia saranno di nuovo sui banchi e le famiglie potranno finalmente dar tregua ai loro portafogli. Un altro fine estate “nero”, per l’economia di casa, sarà – forse – finalmente giunto al termine. A gravare sulle tasche degli italiani sono soprattutto zaini, astucci e libri di testo. Secondo le stime del Codacons, quest’anno la spesa per studente si aggira attorno ai 1.100 euro. A questi poi si deve aggiungere il cosiddetto “contributo volontario”, ma di fatto spesso obbligatorio, che le famiglie versano ogni anno alla scuola. Altro appuntamento mionaccioso per le famiglie che durante l’anno scolastico saranno oberate magari da ripetizioni o acquisto di altri libri, soprattutto chi farà la maturità e voglia approfondire con altri testi i programmi svolti.

Scuola, il contributo volontario, pardon, obbligatorio

Secondo le stime di skuola.net, il “contributo volontario” alla scuola, che ha un costo variabile da istituto a istituto, «può andare dai 30 ai 50 euro nel caso delle scuole medie; dai 60 ai 100 euro per i licei; dai 100 fino ai 250 euro per gli istituti tecnici e professionali». Per un totale di «circa 155 milioni» versati lo scorso anno. Le scuole utilizzano questi fondi per il funzionamento degli istituti. Ma la maggior parte non brilla per funzionamento eccellente, anche se i soldi entrati sono molti. Con la “Buona scuola” il fondo di funzionamento garantito dallo Stato è stato “raddoppiato”: si passa dai 110 milioni degli ultimi anni a 233. Pensate che il contributo volontario cesserà? Macché, le scuole già cominciano a piangere. La quota spettante a ciascun istituto per comprare ad esempio, toner, carta e altro materiale didattico, è già stata comunicata, ma potrebbe non essere sufficiente a sopperire del tutto al cosiddetto “contributo volontario”. Lo afferma Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi, che sostiene che «per garantire l’autonomia finanziaria alle scuole bisognerebbe che il fondo di funzionamento fosse almeno pari a 320 milioni di euro».

Per le famiglie un fine estate “nero”

Magari, chiedere che intanto quei soldi ottenuti vengano spesi meglio non sarebbe male, di questi tempi. Al momento però chi ha diritto di “piangere” di più sono le famiglie. La spesa più altarimane l’acquisto dei libri, che per quest’anno scolastico oscilla, secondo il Codacons, tra i 250 e i 600 euro a studente. Il corredo, complici le mode, invece può arrivare fino a un costo di 500 euro. Comprando prodotti della medesima qualità non griffati il risparmio, secondo l’associazione dei consumatori, può arrivare fino al 40%. E la riduzione di costi sui libri si può invece ottenere grazie all’usato, soluzione a cui ricorre, secondo un’indagine di skuola.net, il 41% degli studenti. Le iniziative per il risparmio, di fatto, non mancano. Quanto all’intenzione di renderle l’insegnamento sempre più digitale, con tablet e ebook, è ancora molto lontano il sogno di una scuola totalmente 2.0, che eliminando la parte cartacea, farebbe risparmiare qualche soldo alle famiglie.

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