Volkswagen, si è dimesso l’AD. Ma la Merkel fa finta di non saperne nulla

Martin Winterkorn non è più l’amministratore delegato di Volskwagen. Il potente manager ha annunciato le dimissioni dalla casa tedesca dopo l’esplosione dello scandalo legato alla falsificazione dei test sulle emissioni, ma ha voluto ribadire la sua completa estraneità ai fatti. Anche il governo di Berlino nega di essere stata a conoscenza di violazioni delle norme, mentre tutto il mondo continua ad esprimere preoccupazione per l’accaduto e promette di prendere le dovute contromisure.

Le immediate scuse non sono quindi bastate a Winterkorn per restare in sella alla VW

Se negli Usa l’agenzia Epa ha parlato di circa 500mila auto coinvolte significa – spiega “la Repubblica” – che c’è una buona fetta di vetture in giro per il mondo da verificare. E proprio in Europa si ha l’affezione maggiore dei clienti verso il diesel, motivo per cui il Vecchio continente rischia di rappresentare un gran problema per Volkswagen.

L’ex AD è il responsabile del prodotto: adesso a Wolfsburg sono in crisi nera

Da Berlino, il Ministero dei Trasporti precisa che non era “a conoscenza dell’utilizzo di una tecnologia sui controlli delle emissioni”, rispondendo a quanto scritto da Die Welt, sulla base di una risposta del dicastero ad un’interrogazione dei Verdi del 28 luglio scorso, da cui trapelava che il Ministero aveva avviato “il lavoro sull’ulteriore sviluppo del quadro normativo comunitario”, con l’obiettivo di ridurre “le reali emissioni” dei veicoli. Per il ministro Dobrindt Alexander sono “accuse false e inopportune”. Il Guardian sostiene – estendendo i calcoli dell’Epa sugli 11 milioni di veicoli ‘truccati’ – che aver barato i test sulle emissioni potrebbe aver reso Vw responsabile di emissioni stimate tra le 230mila e le 950mila tonnellate di ossidi di azoto all’anno. Da Bruxelles, intanto, si incoraggiano “tutti gli Stati membri a compiere le necessarie indagini e a riferire alla Commissione Ue”, che “discuterà con loro come coordinarle al meglio e faciliterà lo scambio di informazioni”, dice la portavoce dell’esecutivo comunitario al mercato interno Lucia Caudet: “Accogliamo con favore le indagini avviate in Germania, Francia e Italia”.