Usa-Iran, doccia fredda dai Pasdaran: «L’America rimane il Grande Satana»

Gli Usa farebbero bene a non sbilanciarsi troppo con i loro nuovi “amici” iraniani. Nonostante l’accordo sul nucleare del 14 luglio, l’America resta per l‘Iran “il grande Satana”. Ne è convinto il comandante delle Guardie rivoluzionarie Mohammad Ali Jafari che, secondo il sito degli stessi Pasdaran, ritiene che “l’ostilità degli Usa contro l’Iran non è diminuita ma cresciuta”. “Non dovremmo essere ingannati dagli Usa – ha detto ancora Jafari sempre secondo il sito – che vogliono infiltrarsi in Iran con nuovi metodi e strumenti”. Tra le Guardie rivoluzionarie resta una diffusa contrarietà all’accordo sul nucleare, condivisa dagli ultraconservatori. Anche il presidente degll’Assemblea degli esperti Ayatollah Mohammad Yazdi, esponente conservatore che ha assunto di recente la guida dell’organo che elegge la Guida suprema, ha sottolineato che la Repubblica islamica considera gli Usa il proprio “nemico numero uno”. “Se si cerca di scoprire la radice della sedizione in atto intorno a noi – ha detto – si individua in loro il principale sostenitore”. Yazdi tuttavia ha elogiato il lavoro della squadra che ha negoziato l’accordo sul nucleare. Intanto il capo della polizia di Teheran ha riferito che sono state arrestate diverse persone che offrivano abiti con le bandiere degli Usa, di Israele e della Gran Bretagna, operazione di polizia contro articoli occidentali non infrequente in Iran.

Coloro che hanno brindato all’accordo sul  nucleare farebbero insomma bene a raffreddare un po’ il loro entusiasmo. Gli Usa di Obama hanno voluto fortemente l’accordo con Teheean per motivi di stabilità geopolitica mediorientale. l’Iran infatti è impegnato a contrastare l’avanzata dell’Isis sia in Iraq sia in Siria. Ma nessuno può dire che cosa accadrebbe il giorno in cui dovesse venire meno l’emergenza rappresentata dalle minacce del Califfato. I primi a non fidarsi sono, come è noto, gli israeliani. Non è tranquillizzante l’idea che l’Iran possa un giorno accedere all’arma nucleare. Le ultime dichiarazioni che giungono da Teheran sembrano dare ragione ai pessimisti.