Usa 2016, Trump continua a volare e promette: meno tasse per i poveri

Donald Trump elimina le tasse per 31 milioni di famiglie. Il candidato repubblicano propone un piano per eliminare le imposte federali sui redditi, tagliare le tasse sulle aziende e aumentarle per alcuni americani ricchi. In un’intervista alla Cbs, il candidato alla nomination repubblicana per le elezioni del 2016 sostiene il suo piano prevede “tasso zero” per gli americani con un reddito basso Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, il piano di Trump sarà caratterizzato da aliquote individuali che vanno da 0% per gli individui che guadagnano meno di 25.000 dollari in un anno e coppie con meno di 50.000 dollari all’anno, a una percentuale superiore del 25%. Il piano di Trump potrebbe aumentare il gettito fiscale oppure tenerlo al livello corrente. E per lui i consensi aumentano ogni giorno di più: è testa a testa tra Donald Trump e Ben Carson, due dei candidati alla nomination repubblicana. Secondo l’ultimo sondaggio Nbc News/Wall Street Journal, il miliardario è sempre primo con il 21% dei consensi, ma il neurochirurgo in pensione Carson lo insegue con il 20% delle preferenze. L’ex amministratore delegato di Hp, Carly Fiorina, e il senatore della Florida, Marco Rubio, sono entrambi al terzo posto con l’11%; seguono l’ex governatore della Florida, Jeb Bush (7%), il governatore dell’Ohio, John Kasich (6%) e del Texas, Ted Cruz (5%).

Trump è in testa ai sondaggi tra i candidati gop

Sul fronte democratico, Hillary Clinton perde 7 punti percentuali contro il candidato Bernie Sanders: dal 42% di qualche settimana fa, è passata al 35%. Il vicepresidente Usa, Joe Biden, che non ha ancora deciso se candidarsi o meno, ottiene comunque il 7% delle preferenze. Oltre alle dichiarazioni sulle tasse, Trump nelle ultime ore ha esternato anche su altri argomenti, come sua abitudine: ha attaccato i giornalisti e, in un’intervista alla Cbs, sostiene che alcuni di loro sono «tra le persone peggiori che abbia mai incontrato. Una buona percentuale è davvero una brutta categoria di persone», ha detto il tycoon. E ancora: «Scrivono menzogne, raccontano storie false e sanno che lo sono, ma per loro non fa differenza. E francamente mi fa arrabbiare». Il miliardario, che ha insultato diversi giornalisti da quando ha annunciato la sua candidatura alla nomination repubblicana, respinge le accuse in basi alle quali non è in grado di incassare le critiche. «Lo farei se fossero giuste, ha risposto. Se faccio qualcosa di sbagliato e l’articolo lo racconta in maniera giusta, non c’è nulla da attaccare. Ma se scrivono menzogne, e nel mio caso succede spesso, allora mi batto, in maniera più dura di chiunque altro». Sulla scottante questione siriana, Trump ha una ricetta: «Guardiamo alla Siria: la Russia vuole sbarazzarsi dell’Isis, noi vogliamo eliminare l’Isis; perché non lasciamo che lo faccia Mosca, cosa diavolo ce ne importa?». Contro i jihadisti, il candidato alla nomination repubblicana schiererebbe le truppe di terra, se fosse necessario. «Voglio avere un esercito così forte, così potente, così moderno, con le migliori attrezzature nel mondo in modo che possano dire: “Non c’è da scherzare con questi”», ha risposto il tycoon alla domanda sul ruolo delle forze armate americane a livello globale.