Tutti del Pd, ma tutti divisi: fallisce il primo incontro dei governatori del Sud

Di sedie vuote ce ne sono tré. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, preferisce restarsene a casa; Francesco Pigliaru, presidente della Regione Sardegna, ha avuto problemi a venire in Basilicata. Il terzo, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, non è riuscito a trovare un aereo m orario utile da Torino per arrivare in tempo. E così, l’annunciato primo confronto pubblico tra governatori di sei Regioni meridionali sembra quasi un flop, nonostante la grande folla in piazza Don Bosco.

La Cigl della Basilicata ce l’aveva messa tutta: da qui doveva partire il «Laboratorio Sud»

Eppure – si legge su “il Mattino” – ad un mese dalla famosa direzione nazionale del Pd sul Sud, convocata il 7 agosto in tutta fretta da Renzi dopo il rapporto allarmante dello Svimez sui ritardi economici nel Mezzogiorno, i due appuntamenti sul tema, alla festa dell’Unità e a Potenza, non sono sembrati un successo. A Potenza, sul palco nessuna spiegazione sulle assenze e su quelle sedie vuote. Si intuisce solo che, di solito, De Luca non si trova a suo agio in confronti con troppe voci unite alla sua. Di carne a cuocere, poteva essercene molta: a cominciare dal mistero, che ancora regna, sul master pian annunciato il 7 agosto scorso proprio da Renzi. O le prospettive per le Regioni meridionali, tutte governate da quattro mesi dalPd.

CGIL ha fallito nella sua operazione di mettere insieme i governatori del Sud

Dice Oliverio: «Ora è necessaria una nuova cultura ed un approccio diverso per riaccendere attenzione generale sui problemi del Mezzogiorno. L’iniziativa della Cgil, che parte da qui, è su questa scia. Bisogna che gli intestimenti sulle infrastrutture necessarie entrino nella legge di Stabilità. None possibile che da Reggio Calabria a Roma ci voglia tré volte il tempo che, con l’Alta velocità, ci si impiega per andare da Roma e Milano. Come si vogliono sanare le diseguaglianze?» Norme che rendano conveniente alle imprese investire al Sud, con agevolazioni fiscali ad esempio, è una proposta del governatore calabrese. Daunmonitor, collegato da Torino attraverso Skype, ascolta Michele Emiliano. Spiega che gli amministratori locali devono essere coinvolti nelle scelte centrali, non possono essere convocati a Roma per avallare decisioni già prese. Sul palco, non c’è neanche Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, ma al suo posto è arrivato il vice presidente Giovanni Lolli. Dopo il terremoto, l’Abruzzo è stata inclusa tra le Regioni del piano uno. Un ritomo nell’orbita meridionale, come è sempre stato per storia e cultura abruzzesi. Lolli ricorda i 4 miliardi di tagli alle Regioni. E pone il problema dei&nanziamenti: «I tagli delle Province rischiano di lasciare quest’anno le scuole senza soldi per il riscaldamento, quelli di due terzi al trasporto pubblico locale mettono a repentaglio il sistema di collegamenti. Incidono o no, sulla vita della gente, queste scelte? Il master
pian dovrà armonizzare i tagli con gli investimenti seguendo una scala di priorità nei servizi». Il padrone di casa, Marcello Pittella presidente della Regione Basilicata, ostenta un suo successo: il 30 per cento degli introiti fiscali sui pozzi di petrolio in Val d’Agri è ora assegnato alla Regione. Ma, precisa, niente ricerche di giacimenti in mare e quelli di terra sono il massimo, per impatto ambientale, che la Basilicata può dare. Spiega: «Sono renziano, ma questo l’ho detto a Renzi». Susanna Camusso può vantare la primogenitura della Cgil nell’iniziativa a discutere di Sud subito do po l’estate. E dice: «Bisogna puntare sull’istruzione e la formazione, che spiegano che idea di sviluppo si ha in queste regioni. Puntare sulle infrastrutture sociali, come gli asili nido. Il governo è in ritardo sui suoi adempimenti nei fondi strutturali e il famoso master pian non si sa cosa sia. Bisogna aver chiaro che il governo è una cosa e fare politica un’altra». n «Laboratorio sud» della Cgil proseguirà anche con altre manifestazioni in diverse regioni meridionali. Ma a Potenza, il bicchiere restamezzo vuoto. Forse, nonsi poteva ottenere di più.