Torna alla luce la testa di Lenin sepolta in una foresta. Destinazione Berlino

Torna Lenin, ma solo la statua. È tornata alla luce, dopo 25 anni di sepoltura, la testa di granito rosso (quasi quattro tonnellati di peso e 1,7 metri di altezza) di una gigantesca statua di Lenin originariamente alta 19 metri. Il ritrovamento è avvenuto per caso in una foresta vicino Berlino ad opera del regista americano Rick Minnich. In bella mostra nella DDR, in seguito al crollo del Muro, nel 1991 la statua fu rimossa e fatta in 120 pezzi, tutti sotterrati per decisione dell’allora sindaco Eberhard Diepgen. Ci vollero mesi per trasportare nella foresta il monumento, oggetto della rabbia dei cittadini tedeschi.  Un atto simbolico per suggellare il crollo della Germania dell’Est.

La statua di Lenin

La statua era stata scolpita dall’artista sovietico Nikolai Tomsky e inaugurata a Berlino est, nell’allora Leninplatz oggi Piazza delle Nazioni Unite, nel 1970. Di grande impatto le immagini della gru che ha tirato fuori il reperto “archeologico” dal sito, a sud est della città. Ora l’effige marmorea del volto di Stalin è stata portata alla zidatelle di Spandau, la fortezza del rinascimento trasformata in museo, dove sarà inserita di una mostra sui monumenti di Berlino che aprirà all’inizio del prossimo anno. «Le crepe della storia tedesca sono interessanti, sarà questo il tema della mostra», ha commentato il direttore del nuovo museo Andrea Theissen.