Torna il Casamonica style: coppola e cantanti per la nascita del futuro boss

Il Casamonica style dilaga. Dopo l’elicottero che lancia petali di rose sulla Capitale, il cocchio nero e dorato trainato da sei cavalli e gli striscioni sulla Chiesa per comunicare urbi et orbi che il boss degli zingari se ne è andato all’altro mondo, c’è chi ha pensato bene di dare altrettanta visibilità – sempre con quel compassato understatement che ha contraddistinto il funeralone di Vittorio Casamonica – a una nascita anziché a una dipartita. Anche qui una famiglia. Ma che dire una famiglia, un clan. Anzi, il Clan per antonomasia. L’occasione è il battesimo del cocco di famiglia. Il neopapà Francesco, più volte denunciato per associazione mafiosa e ritenuto vicino al clan Laudani, ha pensato di dare, assieme alla puerpera, Alice, il giusto e dovuto risalto al lieto evento. Un party per il battesimo del piccolo? Sarebbe stato quantomeno riduttivo. Dopo il festone dei Casamonica con il codazzo di polemiche, poltrone istituzionali che traballano, figuracce in mondovisione, teste che rotolano (anzi, no), la nascita del piccolo avrebbe rischiato di passare pericolosamente in secondo piano. Core de mamma, insomma, rischiava di non essere adeguatamente celebrato come si confà al figlio di un vero boss. Per non dire delle voci che sarebbero poi potute circolare in paese sulla presunta spilorceria della famiglia. Sia mai detto!

Cantanti neomelodici per il party del neonato del boss

Ed ecco così l’idea, la felice intuizione di marketing. Maxi-manifesti sei per tre, per annunciare il battesimo del figlio del pregiudicato, sparpagliati fra Riposto e Giarre, nel catanese, reame della famiglia. Nei poster, dove si preannuncia la presenza di alcuni cantanti, come il cantastorie Luigi di Pino, Angela Troina, Claudio Tropea, i neomelodici Gianni Narcy e Dany Diamante, e la cantante etnea Andrea Azzurra Gullotta, noti per la loro partecipazioni a programmi televisivi – guarda caso proprio lo stesso stile musicale che fa battere all’unisono i cuori dei Casamonica – si vede l’ignaro pupone in jeans, casacchetta bianca e coppola immacolata alla Grande Gatsby in testa. Bianco Casamonica, ovviamente, com’era ritratto anche il “Papa” Vittorio sugli striscioni della Chiesa di Don Bosco a Roma. Sulla testa del bimbo, in mezzo a un tripudio di stelle – meglio una di più che una di meno, avranno pensato i genitori, non ci facciamo chiacchierare dietro dal paese – campeggia la data del lieto veneto, cioè del festone per celebrare degnamente il battesimo: 20 settembre 2015.
Poi, giustamente, il nome e il cognome del piccolo: anche qui, due nomi: Antonio Felice. Come diceva Totò: “Abundantis abundantibus”. E sotto la frase “Questa creatura meravigliosa è…Cosa Nostra“. Perché si sa, il marketing richiede perifrasi, giri di parole che lascino suspance nel ettore.

Radio Universal prende le distanze: non sappiamo nulla

Solo che al questore di Catania, Marcello Cardona, quella frase non ha lasciato nessun dubbio. Gli è sembrata una tronfia prova di forza, uno sberleffo verso lo Stato. Esattamente quello che, invece, non è sembrato in prima battuta né ai pizzardoni romani che hanno scortato il corteo facendo largo al boss né al Campidoglio il funerale esibizionista del boss Casamonica. Insomma, Cardona ha fatto rimuovere i manifesti. Poi sono partite le indagini e, anche in questo caso, come in quello dei Casamonica, sono iniziati a spuntare quelli che non sapevano.
Sul manifesto della festa che si svolgerà in una villa a Giarre appare anche il logo di Radio Universal. Ma a Radio Universal cascano dalle nuvole. Ricordano solo che il neopapà li ha contattati per avere qualche informazione dicendo che si sarebbe fatto risentire. «Alcuni membri del nostro staff sono stati avvicinati dal padre del bambino, F. R., nel corso di una serata – racconta Emilio Raciti, uno dei responsabili dell’emittente – Ha chiesto informazioni e gli è stato dato il nostro contatto telefonico». Ma dopo quell’approccio «non si è più fatto vivo né ha richiesto un preventivo». Stessa storia anche con alcuni artisti invitati a esibirsi al festone.
«Che devo dire? Per me è lavoro – rispondono dalla Big bang, società che curerà l’animazione della serata – So solo di dover andare lì domani sera, il resto non mi interessa». «Non capisco quale sia il problema; stiamo lavorando, non ci disturbate», è invece la replica della ditta di affissioni New Image nei cui spazi è ospitato il cartellone rimosso dal questore. Va bene, Giarre non è Roma e il futuro boss non è Vittorio Casamonica senior. Ma un passeggino dorato trainato da sei cavallucci a dondolo per introdurre il bimbetto in coppola al party neomelodico, quello ce lo aspettiamo.