Svolta nel giallo di Pordenone: indagato un amico delle vittime

Svolta nel giallo del duplice omicidio di Pordenone: una persona è stata iscritta nel registro degli indagati per l’assisinio dei due fidanzati, Trifone Ragone e Teresa Costanza. A darne conferma è il Procuratore di Pordenone, Marco Martani, dopo l’anticipazione comparsa sul Corriere della Sera. «Di più non possiamo aggiungere – ha precisato – anche perché l’inchiesta è in una fase molto delicata. Posso solo confermare che all’interessato è stato notificato il provvedimento e che, dunque, ha nominato un legale».

Svolta nel giallo di Pordedone

Dunque, per quanto riguarda l’intricato giallo di Pordenone, dopo l’accelarata dei giorni scorsi, sembra porprio di essere arrivati alla fatidica svolta verso la verità. È un amico di Trifone Ragone, un uomo di 26 anni, l’indagato per il duplice omicidio di Pordenone. L’uomo era già stato sentito dagli investigatori negli scorsi mesi. Secondo le ipotesi investigative, avrebbe agito da solo, mentre non è ancora stato precisato il movente del delitto. Per mesi gli investigatori hanno lavorato alacremente al caso, cercando un collegamento possibile tra la vita dei due fidanzati e quella esecuzione spietata; indagando nelle vite private delle vittime, sull’ambiente della palestra – i due ragazzi sono stati uccisi proprio nel parcheggio dell’impianto sportivo – nei loro mondi professionali. E proprio quando tutto sembrava scontrarsi contro silenzio e vicoli ciechi, le piste seguite hanno portato a un laghetto di cui, solo nei giorni scorsi, i sub hanno dragato il fondale alla ricerca dell’arma del delitto: e in effetti, proprio in quel laghetto verso il quale – non è dato sapere come e perché gli inquirenti sono stati indirizzati – è stato ritrovato un caricatore, di cui ora gli esami scientifici appureranno la compatibalità effettiva con la Beretta calibro 7.65 che ha fatto fuoco e ucciso i due fidanzati. Quindi, la svolta: l’individuazione di un possibile colpevole el’iscrizione nel registro degli indagati del ventiseienne. Resta ancora da chiarire, però, il movente: il perché di quella duplice, spietata, esecuzione.

Ecco chi erano le vittime

Trifone Ragone, 29 anni, originario di Monopoli (Bari), Sottufficiale dell’Esercito, e la compagna Teresa Costanza (30), originaria di Agrigento, laureata alla Bocconi e dipendente delle Assicurazioni Generali, vennero trovati morti la sera del 17 marzo scorso, all’interno della loro vettura all’esterno del Palazzetto dello Sport di Pordenone, città dove vivevano. A ucciderli, cinque colpi di Beretta calibro 7.65 sparati a bruciapelo e con estrema precisione, tanto da indurre gli inquirenti a ipotizzare l’azione di un killer professionista, capace di agire velocemente senza dare nell’occhio e di dileguarsi. I possibili moventi sono stati tutti scandagliati: debiti non pagati, ammiratori delusi, corteggiatori fattisi troppo insistenti, screzi occasionali, criminalità organizzata, anche possibili traffici di anabolizzanti, visto l’impegno dei due nell’attività fisica e sportiva. Ventagli di ipotesi che avevano sollevato anche le proteste dei familiari, preoccupati di salvaguardare la memoria dei loro cari. Il lavoro, che ha coinvolto Ris e Ros dei Carabinieri, oltre agli investigatori del Comando Provinciale dell’Arma, hanno avuto una svolta improvvisa la scorsa settimana, con la decisione di compiere delle ricerche con i sommozzatori nel vicino laghetto del parco di San Valentino, area verde vicina al Palasport. Con il ritrovamento di un caricatore risultato per il momento «compatibile» con l’arma utilizzata nel duplice delitto.