Super Mario Bros diventa rifugiato. Il dramma dei profughi in un videogame

Sta spopolando su Youtube un video sui profughi del tutto originale. Non le solite immagini di gente disperata che fugge e cerca asilo. Nè la foto agghiacciante del cadavere del bimbo raccolto sulla spiaggia che ha scosso le coscienze. E neppure l’immagine dello sgambetto di una stupida giornalista che blocca la corsa di un padre disperato in fuga con il figlio pangente tra le braccia. L’odissea dei migranti verso la ‘terra promessa’ europea viene raccontata questa volta attraverso un’icona dei videogames. E’ l’idea di un giovane siriano, che ha creato un video diventato virale in rete, “Mario il rifugiato”, sulla falsa riga delle avventure di Super Mario Bros, popolarissimo gioco della Nintendo degli anni 80-90. Il video mostra un profugo siriano che intraprende un pericoloso viaggio dal proprio Paese verso l’Europa. La grafica e lo stile ricalcano le avventure del celeberrimo idraulico italo-americano. Invece di saltellare su funghi e caverne, per correre a salvare una principessa in difficoltà, “Mario il rifugiato” incontra contrabbandieri e la polizia di frontiera ostile, che vuole arrestarlo ed impedirgli di raggiungere l’agognata bandiera azzurra con le 12 stelle, simbolo dell’Ue.

L’idea del video “Mario il rifugiato” è di un siriano

Il percorso virtuale ricalca quello delle centinaia di migliaia di migranti in fuga attraverso il Mediterraneo, dalla Turchia alla Grecia e poi verso l’Europa orientale per la Germania. “Molti dei miei amici sono fuggiti in Europa e parlando con loro mi è venuta l’idea del video” che sta spopolando su Youtube, ha spiegato il 29enne Samir Al-Mufti (che usa uno pseudonimo per motivi di sicurezza), rifugiato a sua volta in Turchia dopo la morte di due fratelli nella guerra civile siriana. Samir è scappato anche per essersi schierato apertamente contro il regime di Bashar al-Assad, tanto che oggi utilizza il suo talento digitale realizzando video animati che prendono in giro i discorsi del leader siriano, anch’essi diventati molto popolari. “La mia voce è molto simile alla sua, ho scoperto questo dono prima della guerra e sapevo che avrei potuto approfittarne in futuro”, ha raccontato alla Bbc. E così ha fatto, promuovendo la sua battaglia di libertà attraverso un sorriso. Allo stesso modo, adesso, le divertenti peripezie di “Mario il rifugiato” accendono i riflettori nello sterminato mondo del web sul dramma dei rifugiati, che rischiano la vita ogni giorno per salvarsi dalla paura e dalla sofferenza.