Stop al centro di Lampedusa. E adesso si attende l’invasione a Gorizia

L’Italia si ferma e torna ad aspettare. Dopo il deludente vertice finito con l’ennesimo rinvio, il governo sospende l’avvio delle procedure previste dalla Commissione europea: oggi il sistema di identificazione e fotosegnalamento (hotspot) non entrerà a regime come era stato previsto. La linea del Viminale è concordata con Palazzo Chigi. Il piano di redistribuzione dei 24mila migranti non è immediatamente operativo.

Migranti bloccati al confine tra Serbia e Ungheria e l’Italia blocca Lampedusa

Tutto annullato. L’Italia si ferma e torna ad aspettare. Dopo il deludente vertice di ieri, finito con l’ennesimo rinvio, il governo – secondo “Il Messaggero” – sospende l’avvio delle procedure previste dalla Commissione europea: oggi il sistema di identificazione e fotosegnalamento (hotspot) non entrerà a regime come era stato previsto. La linea del Viminale è concordata con Palazzo Chigi. Il piano di redistribuzione dei 24mila migranti, già approvato dal Consiglio Uè, non è immediatamente operativo e ancora più lontana appare la redistribuzione di altri 120mila. Così come rimane aleatorio il piano europeo per l’attivazione di un sistema di riammissione dei migranti economici. La convocazione di un altro vertice straordinario, calendarizzato per il 22 settembre, sembra alla fine uno spiraglio. Ma non basta.

A Matteo Renzi lo scontro andato in scena ieri a Bruxelles è piaciuto poco.

Poche ore dopo il vertice al Viminale tra Alfano, il capo della polizia, Alessandro Pansa, e il numero uno del Dipartimento Diritti civili ed Immigrazione, Mario Morcone, serve soltanto per bloccare la tabella di marcia. E così l’apertura a Lampedusa del primo hotspot (i centri dove le forze dell’ordine italiane, affiancate da funzionari Easo, Frontex ed Europol, dovrebbero distinguere tra chi ha diritto all’asilo e chi va rimpatriato) slitta. L’attenzione si concentra, invece, sul Cara di Mineo, che attualmente ospita 2.900 persone. Il Viminale comincerà nei prossimi giorni a liberare i posti, fino ad arrivare a 2000 presenze. E intanto i profughi che si trovano bloccata la via dell’Ungheria potrebbero piegare verso i confini italiani, si valuta così un potenziamento dei controlli alla frontiera nordorientale, a cominciare da Gorizia.