Spagna, studentessa magrebina “integrata” reclutava jihadisti per l’Isis

La polizia spagnola ha arrestato a Figueres, nei pressi di Girona, in Catalogna, vicino al confine con la Francia, una giovane maghrebina di 19 anni, studentessa di medicina, accusata di appartenere a una rete di reclutamento di jihadisti che operava attraverso il web e i Social, in particolare, per indottrinare e dare supporto logistico a persone da inviare in Siria e Iraq al servizio dell’Isis.
L’arresto è stato effettuato da agenti dell’Ufficio Informazioni Generali della Polizia Nazionale e dalla Brigata Provinciale di informazioni di Barcellona, ​​in una operazione guidata dalla Questura Centrale ma non è la prima volta che la ragazza finisce agli arresti: il 13 marzo la magrebina, che lavora in una farmacia oltre a studiare medicina, era già stata arrestata per attività di proselitismo per l’Isis, ma era stata rimessa in libertà appena due giorni dopo in attesa di giudizio dal giudice Gómez Bermúde, il presidente della sezione penale del Tribunale Nazionale spagnolo che si occupa di questioni di terrorismo. Con lei erano finite in carcere con la stessa accusa altre sette persone, cinque delle culi concentrate in Catalogna che si rivela, così, un territorio particolarmente votato alla causa dell’Isis.
Questa mattina gli agenti sono tornati nella sua casa al numero civico 1 rue Cresques Elies di Figuerres, un palazzone di dieci piani, lo stesso luogo dove nel marzo scorso avevano ammanettato la studentessa nordafricana di medicina che da più di dieci anni vive lì con i suoi genitori e due fratelli più piccoli .
La stampa spagnola pubblica la foto dell’arresto della giovane vestita con un burqa integrale nero accompagnata da due agenti. Il sindaco di Figueres, Marta Philip ha nuovamente ribadito che «questa giovane famiglia è completamente integrata nella città» di Figueres dicendosi «sorpresa e un po’ scoraggiata nel vedere questo secondo arresto».
Gli inquirenti sono risaliti alla giovane di Figueres dopo l’arresto, il 4 agosto scorso, nella città tedesca di Stoccarda, in un’operazione congiunta tra il BKA tedesco e la polizia spagnola, di un altro reclutatore di jihadisti, il marocchino Ayoub Moutchou, nei cui appunti figurava il nome della studentessa e che, dopo l’arresto, è stato subito trasferito in Spagna da Stoccarda.
Tra i documenti trovati a Moutchou c’era proprio il nome della giovane donna che fungeva da intermediario a Figueres, oltre a contatti per facilitare i combattenti radicali europei, ai percorsi migliori per raggiungere i luoghi che sono sotto il controllo dello Stato Islamico. Nella documentazione c’era anche tutta una serie di raccomandazioni di sicurezza che che gli jiadhisti avrebbero dovuto seguire per evitare di essere scoperti e catturati da parte delle forze di polizia europee. I file individuati sui computer della coppia indicano che il network di supporto logistico e operativo per i foreign fighters dell’Isis è molto articolato.