Socci: altro che buonista, Bergoglio è un papa autoritario

Antonio Socci è un contestatore in nome della tradizione. Questa specialissima (ma ai nostri giorni sempre meno speciale) posizione lo scrittore cattolico  l’ha assunta nel corso del pontificato di Papa Bergoglio. Socci ha espresso il suo dissenso in un libro uscito un anno fa, Non è Francesco, che continua a far discutere.  Dopo essersi definito «uno dei tanti delusi», così Socci giudica l’operato del Pontefice: «Bergoglio, sempre così critico con i cattolici, non si contrappone mai nemmeno alle lobby laiciste sui temi della vita, del gender, dei principi non negoziabili che papa Benedetto individuò come pilastri della “dittatura del relativismo”».

Questi temi saranno approfonditi nell’incontro che si svolgerà venerdì 18 0ttobre (ore 18), presso la Società Dante Alighieri di Roma (piazza Firenze), su iniziativa del quotidiano on line Intelligo News. Socci sarà intervistato dal direttore Fabio Torriero. Interverranno anche il giornalista de Il Giornale Fabrizio De Feo, il vaticanista Americo Mascarucci, il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano.

Non mancherà carburante per ulteriori discussioni. In un suo recentissimo post su Facebook, Socci ha sostanzialmente accusato Bergoglio di pulsioni autoritarie. Vi compare questa citazione di Papa Ratzinger: «Il papa non è il signore supremo – dall’epoca di Gregorio Magno ha assunto il titolo di “servo dei servi di Dio”– ma dovrebbe essere – amo dire – il garante dell’ubbidienza, della conformità della Chiesa alla volontà di Dio, escludendo ogni arbitrio da parte sua». Questo il titolo con il quale lo scrittore ha corredato la citazione: «Quello che Bergoglio non sa (e mon vuol sapere) spiegato dal grande Papa Benedetto». Più o meno lo stesso concetto, Socci lo espresse in una intervista rilasciata tempo fa sempre a Torriero: Bergoglio – rileva il cattolico “contestatore” –   ci ha «ricordato che non è solo Vescovo di Roma, ma Papa con tutte le prerogative del caso, e pertanto ha il potere diretto e assoluto su tutta la Chiesa. È un’affermazione che vuole lanciare un segnale significativo» Quale? Quell’accenno al potere nella Chiesa, «mi fa pensare al rischio di repressione e purghe, cioè defenestrazioni». 

Possibile mai che un papa presentato come “buonista” dalla generalità dei mass media sia in realtà un autoritario? La moderna società della comunicazione è piena di (apparenti) paradossi. E va anche aggiunto che Socci, per quanto “contestatore”, non è tipo che ama la polemica fine a se stessa.